Politica / Parlamento

Commenta Stampa

I vertici del partito si sfogano in una lettera al Corriere

Pdl, aperti al dibattito e al miglioramento


Pdl, aperti al dibattito e al miglioramento
17/08/2011, 09:08

Sfogo dei  presidenti del gruppo del Pdl di Camera e Senato (Fabrizio Cicchito e Maurizio Gasparri), ed i loro vice (Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello), parlano - in una lettera pubblicato oggi sul Corriere della Sera in cui dicono di ''essere aperti al dibattito in Parlamento'' - di come si e' giunti ''in tempi record'' a questa nuova manovra a causa della crisi che ha ''destabilizzato l'Europa'' e ''la moneta unica'', in uno scenario in cui ''l'Italia si e' trovata in pericolo''. ''Credevamo di avere piu' tempo a disposizione. Invece, le dinamiche della crisi ci hanno chiesto di accelerare, innanzitutto sul fronte del debito, per raggiungere nel 2013 lo storico risultato del pareggio di bilancio''. Cosi'  A incidere sul nostro Paese - affermano i quattro esponenti del Pdl - le caratteristiche geo-fisiche della nazione ma anche i ''problemi storici'' come, per esempio, debito pubblico, costo eccessivo dello Stato, energia, questione meridionale. Con i quali - dicono - ''sapevamo di dover fare i conti''. Sottrarsi all'imperativo del pareggio di bilancio ''avrebbe significato mettere a repentaglio la stabilita' del Paese e accentuare le difficolta' dell'Europa''. Il primo requisito della manovra - affermano nella missiva, e' la priorita' di voler incidere ''sui dati strutturali che hanno trascinato l'Italia nell'improvvisa emergenza'', oltre al fatto che ''essa sia efficace nel fronteggiare la crisi'' rispondendo alle richieste comunitarie. In relazione agli aspetti del provvedimento: ''sui costi della politica si fa sul serio, abolendo un numero cospicuo di poltrone''. Poi ''si potra' raggiungere un risultato che vogliamo inserire anche nella Carta fondamentale: l'Italia spendera' cio' che incassa, non un centesimo di piu', come fa ogni buo padre di famiglia''. Ma per i quattro esponenti del Pdl, la manovra, che ''ha chiesto di piu' a chi ha di piu''', e' anche ''una grande opportunita''' di ''riforma liberale'' in particolare per ''le privatizzazioni e le previste liberalizzazioni, soprattutto dei servizi pubblici locali''. Infine, pur con ''due punti fermi'' non negoziabili (no a stravolgimenti degli equilibri interni del provvedimento, e all'allungamento dei tempi di approvazione) Cicchitto, Gasparri, Corsaro e Quagliariello aprono ''al dibattito e a ipotesi migliorative che dovessero emergere in Parlamento, da qualunque parte esse provengano''.

Commenta Stampa
di Fabio Iacolare
Riproduzione riservata ©