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Il Cavaliere si candiderà alle europee

Pdl: giornata finale, parla il leader


Pdl: giornata finale, parla il leader
29/03/2009, 16:03

Nasce ufficialmente il Popolo della Libertà. I 6mila delegati hanno eletto Silvio Berlusconi presidente del nuovo partito all'unanimità.
"Giovani missionari della libertà",
dice dal palco il premier rivolngendosi alle prime file formate dai giovani. "No alle correnti", è un altro punto del suo discorso. Poi tutto l'esecutivo attorno al leader alla fiera di Roma. "Sapremo uscire dalla crisi", promette il Cavaliere. "Non lascremo indietro nessuno, perché noi siamo il popolo della libertà. Viva l'Italia".
Poi parte l'Inno alla Gioia. E l'inno d'Italia, cantato dal coro tra centinaia di bandiere. Cantano tutti i ministri, Giorgia Meloni a gran voce. Chi imbarazzato, come Tremonti, chi a testa alta, vedi Matteoli.

Queste alcune frasi del lungo discorso:


I POTERI DEL PREMIER

“Maggiori poteri rispetto a quelli attuali che di fatto sono inesistenti, finti”.

RIFORME
“E’ colpa di una sinistra irresponsabile se le riforme costituzionali sono rimaste al palo, quella sinistra che nel 2004-2005 ha impedito con il suo no di realizzare la riforma costituzionale scritta dal centrodestra, che andava dalla devolution, al rafforzamento dei poteri del governo, alla fine del bicameralismo perfetto, al Senato delle Regioni”.

COSTITUZIONE
“Modificare la seconda parte senza stravolgere la Carta”.

ELEZIONI EUROPEE
“Per le europee non ho esitazione a impegnarmi in prima persona. Una candidatura di bandiera? Sì, una bandiera dietro la quale un leader chiama a raccolta il suo popolo. E sarebbe bello se anche il leader dell'opposizione, se esistesse un leader, facesse altrettanto”.


LE REGOLE DEL NUOVO PARTITO
Oggi l’ultima giornata del congresso fondativo del Pdl, la giornata di Silvio Berlusconi e quella che ha stabilito le regole fondanti del nuovo partito. I lavori sono iniziati alle 10.00, con le  votazioni per lo statuto del Pdl, il presidente del nuovo partito e i tre coordinatori.
Lo Statuto è stato approvato dal congresso con 4 voti contrari e 5 astenuti sui 5.820 delegati presenti alla Fiera di Roma. Per effettuare la votazione, avvenuta per "alzata di cartellino giallo", come ha chiesto il presidente di turno dell'assemblea Antonio Leone, è stato fatto salire sul palco un notaio, Antonio Patella, che ha verificato la correttezza delle procedure e l'assenza di ricorsi.
Lo statuto, approvato dai delegati, stabilisce le regole della “vita interna del partito” e gli organismi dirigenti: presidente, ufficio di presidenza (composto da una trentina di persone), direzione nazionale, circa 120 persone, e i tre coordinatori. “Lo statuto attribuisce ampi poteri al presidente – dice Ignazio La Russa - che avrà la rappresentanza politica anche se non legale del movimento e d’intesa con l’ufficio di presidenza decide le nomine e le candidature”.
Il presidente del Pdl inoltre nominerà direttamente i coordinatori regionali, mentre i coordinatori provinciali e comunali saranno eletti dal territorio. In Campania, dunque, Nicola Cosentino sarà il coordinatore del Pdl, dopo esserlo stato per Forza Italia.



DURISSIMO DI PIETRO, ECCO IL PIANO DELLA P2

"Da Berlusconi un tipico discorso da vero e proprio ducetto: vuole azzerare la Costituzione e diventare il padre padrone della sua nuova azienda Italia".
Questo il commento di Antonio Di Pietro all'intervento di Silvio Berlusconi al congresso del Pdl. "Propone la riforma dei regolamenti parlamentari al solo fine di eliminare definitivamente quel che lui considera un inutile ingombro, ossia l'opposizione - aggiunge il leader di IDV -. Pretende che vengano dati maggiori poteri al Premier, cioé a lui, per avere mano libera su quello che lui percepisce come una zavorra: la democrazia.
Insomma, dopo il controllo dell'informazione, l'attacco all'indipendenza della magistratura, l'indebolimento del sindacato, ecco il potere assoluto, ultimo tassello per il compimento del piano di rinascita democratica della P2 - conclude - di cui Berlusconi è un noto affiliato".


CASINI, NON CI PIACE L'IDEA DI BERLUSCONI
“Berlusconi ha detto che le porte del Pdl sono aperte, ma tutti quelli che entrano devono accettare le sue idee del partito e del paese, e cioè che ci sia lui e il popolo e tutti gli altri sono impicci”.
Pier Ferdinando Casini commenta l’apertura di Berlusconi all’Udc e il discorso con cui il premier ha chiuso il congresso del Pdl.
Casini, intervistato da Lucia Annunziata a 'In 1/2 ora', aggiunge che “anche tanti di FI della prima ora sono stati nel tempo emarginati.
Perfino grandi intellettuali sono stati messi ai margini perché alla lunga nemmeno per loro era possibile accettare quell’idea. Berlusconi oggi propone quello che proponeva 15 anni fa con la differenza che oggi ha un enorme potere”.
Sul famoso 51 per cento, che il Cav dice di poter raggiungere col nuovo soggetto politico, Casini è scettico, ma furbo: “Senza di noi è impossibile”.



 

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di Redazione
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