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Intanto sale lo scontro tra Pdl e Idv

Pdl nel Lazio: attesa per la decisione dell'ufficio elettorale


Pdl nel Lazio: attesa per la decisione dell'ufficio elettorale
09/03/2010, 12:03

ROMA - Si aspetta la decisione dell'ufficio elettorale del Lazio che, in base alle norme contenute nel "decreto salvaliste" approvato nottetempo dal governo venerdì scorso, ha tempo fino a stasera per accettare la lista del Pdl presentata ieri, corredata di firme e nonostante l'opposizione dei legali del Pd. Dopo la bocciatura ottenuta ieri dal Tar, questa è l'ultima possibilità per permettere al partito di governo di partecipare alle elezioni a Roma e provincia.
Intanto sale la tensione, tra maggioranza ed opposizione. Con Di Pietro che anche oggi ha attaccato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, affermando su Sky Tg24: "Berlusconi fa come il marchese del Grillo: siccome comando io, mi faccio la legge come voglio io... E il presidente della Repubblica che gli va appresso". Poi rincara la dose: "Benito Mussolini e Benito Berlusconi: sono la stessa cosa. Se vinciamo 2 a 0 farà una legge secondo la quale lo 0 vince sul 2, sono cose che faceva Mussolini".
Risponde con molta malagraziaFabrizio CIcchitto, presidente del Pdl alla Camera: "È oramai ancora più chiaro di prima: il partito democratico, l'IdV, i radicali stanno facendo ogni sforzo possibile e immaginabile ricorrendo anche a tutti gli aiuti possibili, per evitare che nel Lazio si facciano elezioni regolari, con tutte le liste in campo, compresa quella del PdL. La situazione controversa dal punto di vista giudiziario perché‚ la Commissione d'appello elettorale ha accettato la lista del PdL mentre il TAR l'ha respinta, i partiti dell'opposizione non esitano a ricorrere a tutti i mezzi possibili di pressione, fra cui le manifestazioni e addirittura l'ostruzionismo parlamentare. hanno la faccia tosta di gridare al periodo autoritario e fascista, quando i veri autoritari e fascisti sono loro che stanno ricorrendo a tutti i mezzi per evitare che la lista del PdL, il partito più forte a Roma, possa presentarsi. Sulla necessità di accogliere questa elementare esigenza di democrazia è stato chiarissimo il Presidente Napolitano. Adesso siamo al punto che una magistratura amministrativa nega validità ad una legge dello Stato. Ricordiamo anche che la giunta Marrazzo è finita nell'infamia, oltre ad essere fallita sul terreno della politica sanitaria e ambientale. Sulla base della legge regionale le elezioni si sarebbero dovute fare mesi fa. Il rinvio è avvenuto sulla base di un provvedimento nazionale. Questo particolare è stato dimenticato dal TAR perché‚ se si invoca la legge regionale allora essa deve valere anche per la scadenza elettorale".

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di Antonio Rispoli
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