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Scontro in tv Bondi-Bocchino

Pdl pronto a sfiduciare Bocchino


Pdl pronto a sfiduciare Bocchino
23/04/2010, 09:04

ROMA - Il pdl pronto a sfiduciare Italo Bocchino. "I nostri elettori non comprendono ciò che sta accadendo e le critiche del presidente Fini, soprattutto dopo il successo delle regionali. Non è sopportabile che io e Bocchino siamo qui come fossimo due avversari politici". Lo ha detto il coordinatore del PdL Sandro Bondi a 'Otto e Mezzo' su LA7, durante il botta e risposta con il vice presidente vicario dei deputati del partito Italo Bocchino, negli studi con lui per commentare l'esito della Direzione del Pdl di oggi. "Come Fini, anche Bocchino - ha detto Bondi - come vicecapogruppo della Camera non potrà più continuare a prendere posizioni critiche nei confronti del partito, perché una volta presa una decisione dovrà attenersi a quella decisione, altrimenti dovrà dimettersi dal suo ruolo". Alla provocazione di Bondi, Bocchino ha risposto: "Ha ragione Bondi, io devo attenermi al programma di Governo, ma su questioni che non fanno parte del programma di Governo, dopo che il gruppo ha deliberato, io sono libero di esprimere le mie opinioni, fermo restando che la maggioranza deciderà e che, se non sono d'accordo, mi adeguerò: queste sono le regole della democrazia". E al ministro Bondi che gli rimprovera che "non possono esistere correnti organizzate perché sono metastasi del partito", Bocchino ha risposto: "Noi puntiamo a rafforzare il Pdl, affinché non sia solo il veicolo del berlusconismo, ma diventi un grande partito moderato di destra europeo in cui si possa discutere. Per fare questo, non basta un leader forte, serve un partito forte, capace di creare una classe dirigente forte. E' reato, ad esempio, chiedere un tesseramento? Oggi Berlusconi ha deciso che la leadership è una sola - ha proseguito Bocchino -, ma per noi non riconoscere la doppia leadership è un errore: c'è il leader di una maggioranza e il leader di una minoranza. Il documento di oggi invece teorizza il populismo: esiste il leader e il popolo, il partito non esiste. E magari pure il televoto".

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di Redazione
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