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I nomi papabili per la poltrona dell’ex Guardasigilli

Pdl: tra rimpasti e posti vacanti, verso le primarie?

Ricorso alle primarie: cresce il fronte dei favorevoli

Pdl: tra rimpasti e posti vacanti, verso le primarie?
03/06/2011, 09:06

ROMA – C’è aria di cambiamento nel Pdl. Dopo l’investitura di Angelino Alfano a segretario politico del partito, Silvio Berlusconi dovrà passare ora ad affrontare altri nodi da sciogliere. E dovrà farlo tenendo ben presente l’incombente verifica di governo, voluta dal presidente della Repubblica per fare chiarezza in un quadro politico sempre più caotico, e non trascurando chi, tra i suoi stessi compagni di squadra, inizia a guardare con sempre maggiore simpatia al ricorso alle primarie. Dopo il rimpastino, dunque, il rimpastone, che con il passare del tempo, e date le circostanze, pare sia divenuto oltre che indispensabile, soprattutto complicato.
Una prima decisione dovrà necessariamente riguardare, dato il nuovo ruolo politico del ministro della Giustizia, una rapida scelta sul sostituto di via Arenula. La poltrona vuota del Guardasigilli, va da sé, non dispiace alle diverse anime del Pdl. Come ancor meno alla Lega. In automatico, infatti, è partita la girandola dei nomi più papabili: oltre al vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, allo stato attuale in pole position, compare anche il nome del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. C’è poi chi ipotizza il nome dell’attuale sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, che sarebbe gradito agli ex An e in particolare al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Saranno anche solo voci di corridoio per il momento, ma queste parlano di un pressing del Carroccio per Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia nel precedente governo Berlusconi. Inoltre, c’è anche chi parla dell’ipotesi di affidare il ministero di via Arenula ad un tecnico, mentre non è da sottovalutare la lista di nomi che si sta già formando per l’altra poltrona rimasta libera: quella del ministro per le Politiche Comunitarie, rimasta vacante dopo le dimissioni di Andrea Ronchi.
Ma in agenda, nonostante il cambio di passo che tutti i malpancisti chiedono, si fa sempre più strada la richiesta di ricorso alle primarie. Dopo il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, a chiedere ufficialmente di ricorrere alle primarie per scegliere i dirigenti, il fronte favorevole inizia a crescere. Apre all’ipotesi Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario del Pdl al Senato. Tra i favorevoli ci sono anche Domenico Nania, vicepresidente del Senato e Alfredo Mantovano. A spingere poi perchè si tengano le primarie è anche il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, mentre il Secolo D’Italia lancia un sondaggio per cambiare anche il nome del partito. Che qualcosa si stia muovendo su questo fronte sembra essere assodato: non è un caso che nel Pdl c’è chi ipotizza che dopo il tesseramento ed i congressi locali si possano tenere le primarie nazionali piuttosto che il congresso nazionale.

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di Antonio Formisano
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