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La solidarietà a Cosentino degli esponenti del Pdl casertano

Pdl: un Patto per la Campania


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Pdl: un Patto per la Campania
07/12/2009, 16:12

SAN NICOLA LA STRADA (CE) - Non possono incidere sul futuro politico dell'Italia le tesi di pentiti sul cui capo pesano condanne per decine di omicidi e atti di brutale ferocia come lo scioglimento nell'acido del corpo di un ragazzino di 12 anni. E' quanto sostengono gli esponenti campani del Popolo della Libertà, fautori di un nuovo "patto" per lo sviluppo del territorio regionale, siglato a San Nicola la Strada, nel Casertano. Ospite d'onore della convention, alla quale hanno aderito circa duecento tra dirigenti e simpatizzanti del Pdl, il coordinatore regionale del partito e sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, al centro, in questi giorni, di accese polemiche per le dichiarazioni di un pentito che lo vorrebbero coinvolto negli affari del clan camorristico dei Casalesi. Di fronte alla folta platea che sabato scorso ha gremito l'ex Ciapi nell'entroterra casertano, Cosentino ha manifestato la volontà di non arrendersi a tali insinuazioni e ha annunciato di non sentirsi escluso dalla corsa per le prossime regionali. Il leader campano del Pdl ha inoltre mostrato apprezzamento per la convergenza tra il suo partito e La Destra, suggellata dal patto tra Berlusconi e Storace: una compagine governativa già sperimentata in Campania con la Giunta Rastrelli, che "se non interrotta traumaticamente - ha sottolineato Cosentino - non avrebbe fatto conoscere in tutto il mondo la vergogna dei rifiuti". Solidarietà unanime al sottosegretario è stata espressa da tutti i presenti all'incontro - tra cui il capogruppo del Pdl alla Regione Campania, Paolo Romano; il coordinatore del partito per la provincia di Caserta, Pasquale Giuliano; i consiglieri regionali Giuseppe Sagliocco e Angelo Polverino - tutti compatti nel ritenere tanto infondate quanto sovversive per l'ordine democratico le dichiarazioni di pentiti pluriomicidi, "torrenti di calunnie" che scorrono con l'unico scopo di ostacolare il corso della politica.

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di Francesca Pellino
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