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Napoli. Ecco come la Jervolino evita lo scioglimento

Pensano alle primarie e non ad amministrare la città...


Pensano alle primarie e non ad amministrare la città...
02/04/2010, 16:04

NAPOLI - La batosta subita dal centrosinistra alle Regionali rischia di mandare a casa il sindaco Rosa Russo Iervolino. Al Comune c’è una situazione paradossale: non ci sono i numeri per la sfiducia perché i consiglieri comunali non vogliono mollare la poltrona. Ma non ci sono nemmeno i numeri per amministrare la città. In carica c’è un sindaco ed un’amministrazione che si limitano, al massimo, a gestire l’ordinario visto che in Consiglio non hanno i numeri per approvare gli atti che propongono. Il risultato? Paralisi amministrativa e politica. Il civico consesso non riesce a riunirsi per discutere di tematiche importanti legate allo sviluppo della città. Le convocazioni vanno deserte sistematicamente per mancanza di numero legale. E spesso, anche per l’approvazione del bilancio, la seduta è stata “garantita” da alcuni franchi tiratori del centrodestra. Alle porte c’è il nuovo strumento di programmazione economica e finanziaria. La cui mancata approvazione provocherà lo scioglimento anticipato del civico consesso. Non succederà grazie alle stampelle che arriveranno dal gruppo misto e dal centrodestra.
La Jervolino ha capito che la sconfitta di Bassolino e la mortificazione che il centrosinistra ha subito dall’urna merita un’analisi approfondita. Ed allora è uscita allo scoperto: “Il prossimo candidato a sindaco di Napoli del centrosinistra deve essere scelto attraverso le primarie. Nelle regioni dove si è deciso il candidato con le primarie si è vinto”. La sindaca è chiara. Anche perché i dati sulla città di Napoli sono lì e non lasciano spazio all’interpretazione. Alle Regione, col vento favorevole al centrodestra ed un candidato di centrosinistra marcatamente salernitano come Vincenzo De Luca, in città Caldoro ha dovuto faticare per superare l’avversario. Un testa a testa che ha visto, in alcune zone come l’area orientale, addirittura un centrosinistra in netto vantaggio con cifre che raggiungono il 58 per cento. Segno di un elettorato molto ideologizzato che nemmeno l’astensione e la disamministrazione targata jervolino è riuscito a convincere. E’ gente che vota per “atti di fede”. Si tappa il naso, storce la bocca, ma preferisce il centrosinistra. Un risultato che ha aperto uno spiraglio clamoroso anche per Vincenzo De Luca. Punta alla candidatura a sindaco nel capoluogo partenopeo. E se non riuscirà a spuntarla, sicuramente farà sentire il suo peso specifico, politico e personale. Non lascerà facilmente spazio al figlioccio di Bassolino, Nicola Oddati.
Il centrosinistra al Comune ora ha una priorità. Non ha i numeri, non ha un’amministrazione rappresentativa, non ha una maggioranza consiliare, ma l’obiettivo è quello di neutralizzare la spallata che arriva dalle urne. C’è la necessità di salvare le poltrone. E allora la sindaca apre il dibattito sul nulla ed a ruota seguono i suoi fedelissimi. “Fa bene la Jervolino ad avviare questo dibattito – spiegano i consiglieri comunali Franco Verde e Carlo Migliaccio del Pd - perché il centrosinistra si prepari in tempo. Riteniamo fondamentale per la coalizione, al fine di riconquistare il Municipio, stilare un programma completo e soprattutto valutare la possibilità che il candidato a sindaco sia scelto non attraverso primarie che potrebbero lasciare strascichi, polemiche e demotivazioni. Rafforzando indirettamente lo schieramento avversario. Bisogna, invece, trovarsi attorno ad un programma e ad un candidato condiviso a cui tutti riconoscano autorevolezza e capacità”. Autorevolezza e capacità. Due caratteristiche che non possono appartenere in questo momento storico a chi ha partecipato al fallimento del sistema di potere che ha tenuto in ostaggio Napoli, la sua provincia e la regione Campania nel suo complesso. Serve una svolta radicale. Seria, concreta, non il “cambierà tutto” di Enzo De Luca proposto in campagna elettorale dagli stessi uomini che hanno partecipato al banchetto. Loro stessi che si propongono come alternativa a loro stessi. Una barzelletta. Al Comune deve cambiare tutto. Nei fatti. Invece continuano a parlare il politichese, a lottizzare incarichi e poltrone attraverso la logica clientelare che macina consensi. Dopo le ultime batoste, alla Provincia e alla Regione, hanno capito che possono ripartire dalle Amministrative dell’anno prossimo. Nicola Oddati è in “pole”. Antonio Bassolino nell’ombra. Ma è ancora presto. Ora l’importante è salvare le poltrone e l’ultimo pezzo di potere a disposizione di un sistema deviato che negli anni ha raccolto fallimenti, collezionato affari, arresti e suicidi. Si, nessuno lo ricorda. Un assessore di questa città si è suicidato in un clima di cinismo e disinteresse. Ed hanno ancora la faccia di parlare di primarie e progetti politici….

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di Giovanni De Cicco
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