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“Spero di portare le misure in Consiglio il 5 dicembre“

Pensioni: altolà dei sindacati, governo pronto al dialogo

Fornero: “Flessibilità ed equità tra le generazioni”

Pensioni: altolà dei sindacati, governo pronto al dialogo
01/12/2011, 18:12

ROMA – Disponibili al dialogo con le parti sociali, ma c’è il vincolo di tempo che va rigorosamente rispettato. La riforma delle pensioni è uno degli aspetti cruciali sui quali sta lavorando il nuovo governo Monti, e sono in via di definizione i cambiamenti che il neo ministro Elsa Fornero apporterà al sistema pensionistico italiano. È lo stesso ministro Fornero ad assicurare che la riforma delle pensioni sarà improntata sulla flessibilità, la sicurezza e sul rispetto del criterio di equità tra le generazioni, e che sarà presentata entro pochi giorni. Ma proprio su tale questione, però, il governo è chiamato a fare i conti con i sindacati, che si sono detti pronti a dare battaglia, in nome delle loro perplessità. “Siamo disponibili a dialogare con i sindacati – ha assicurato la Fornero”, ma il vincolo di tempo è la decisione di varare le misure economiche il 5 dicembre: “I privilegi - ha aggiunto - vanno eliminati, li abbiamo passati al setaccio e cercheremo di farlo, anche se non basta a risanare i conti pubblici”.
Tra le misure che saranno presentate lunedì in Consiglio dei ministri vi sarà “l’introduzione del metodo contributivo pro rata, basato sull’uniformità di trattamento”, ha aggiunto Fornero, precisando che “andrà a regime progressivamente”, ed è finalizzato ad “aiutare le persone a risparmiare durante la loro vita attiva”. Inoltre, tra le misure ci sarà “forse l’accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento, per esempio dell’età pensionabile delle donne, che erano già stati adottati dal governo precedente”. L’obiettivo di queste nuove misure previdenziali che saranno adottate dal governo Monti, e che saranno dirette “a tutti”, comporteranno sacrifici, ha spiegato il ministro, ma dovranno allo stesso tempo “rispettare l’equità sociale”, per cui ci saranno "sacrifici maggiori per quei lavoratori che sono stati più fortunati”. Intanto, restano comunque sul piede di guerra i sindacati, che non condividono le nuove ipotesi in tema di riforma delle pensioni: soprattutto quando si tratta di aumentare i contributi per andare in pensione sopra il limite dei 40 anni.

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di Antonio Formisano
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