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Pensioni, non c'è copertura su proposta di Cesare Damiano

Occorrono cinque miliardi per effettuare la modifica

Pensioni, non c'è copertura su proposta di Cesare Damiano
08/10/2012, 18:40

”Se la copertura dei cinque miliardi non ci fosse sarebbe molto grave”. E’ la critica di Cesare Damiano del Pd in relazione al ddl sugli esodati. “C'è la spending review, c'è la legge di stabilità”, continua Damiano, “questi soldi non devono essere destinati solo a una diminuzione del debito, ma anche per correggere l'errore fatto”. Si blocca quindi la proposta del democratico che amplia la platea degli esodati per mancanza di fondi. In sostanza la proposta di Damiano consente ai lavoratori di 58 e 59 anni di andare in pensione con 35 anni di contributi fino al 2017. Al testo manca il parere della Commissione Bilancio, presieduta da Giancarlo Giorgetti della Lega, che attende la relazione della Ragioneria Generale. “Il provvedimento sulle pensioni messo a punto in commissione Lavoro alla Camera corregge la riforma Fornero e ora sta al governo trovare una copertura adeguata. La Ragioneria generale dello Stato ci sta per questo”, dichiara Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro alla Camera. Dal canto suo il ministro Elsa Fornero, durante un convegno a Modena ha parlato della riforma del Lavoro: “Noi contro le imprese non siamo mai stati L'obiettivo è dare maggiore stabilizzazione sul fronte del lavoro in entrata, che vuol dire mettere paletti ad un uso un po' spregiudicato della flessibilità da parte delle aziende”. Fornero si è dichiarata disponibile a discutere sulla riforma, ma non a smantellarla: “La disponibilità e l'apertura è massima. A Squinzi dico: guardiamo con molta apertura e con attenzione anche per discutere su ogni punto. Però non si smantella una riforma sulla presunzione che non funzioni”.
“Quando si agisce sul sociale, nessuno ha la ricetta in tasca”, ha aggiunto il ministro, “il governo ha cercato un punto di equilibrio, non un compromesso, perché il compromesso è una parola che rimanda al ribasso, varando una riforma non ideologica ma pragmatica. La riforma va valutata in maniera seria prima di giudicarla come una riforma perfetta o da condannare”. 

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di Maria Grazia Romano
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