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Pensioni. Paternostro (PPI): “no all’aumento dell’età pensionabile”


Pensioni. Paternostro  (PPI): “no all’aumento dell’età pensionabile”
24/10/2011, 15:10

Il Partito Pensionati per l’Italia esprime la propria totale contrarietà all’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile – ha dichiarato la Vicesegretaria del Partito Pensionati per l’Italia Anna Paternostro – ritenendo che i pensionati e i lavoratori, in questo Paese, siano già stati abbondantemente colpiti, basti pensare all’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, a 65 anni, alle “finestre” di 12 mesi per i lavoratori dipendenti, e di 18 per i lavoratori autonomi, che colpiscono anche chi ha maturato 40 anni di contributi.
Il nostro Paese non può essere dipendente dagli umori della Bce e dell’Ue. Milioni di lavoratori aspettano il momento della pensione come una tappa fondamentale della loro vita, quasi come una “liberazione”, perché svolgono lavori pesantissimi, troppe volte mal pagati, o che addirittura il lavoro lo hanno perso.
Certo è facile parlare di pensione a 67 anni, per chi è comodamente seduto in poltrona, – ha proseguito PATERNOSTRO – che poi, in pratica con le “finestre”, l’aspettativa di vita e quant’altro, nei fatti, supera i 68 e c’è poco da plaudire ad un provvedimento del genere che colpisce pesantemente i diritti pensionistici di chi per decenni ha lavorato e pagato. Non si può pensare di “fare cassa” colpendo sempre e comunque i pensionati e i lavoratori.
Ancora lacrime e sangue per pensionati e lavoratori, ma i grandi evasori, il grande capitale, le rendite parassitarie, sembrano intoccabili. È ora che in questo Paese chi più ha più paghi – ha rimarcato l’esponente del Partito Pensionati per l’Italia – non è credibile che siano sempre i più deboli, i meno garantiti, a pagare per tutti.
Provi Berlusconi e tutti coloro che plaudono all’innalzamento dell’età pensionabile a lavorare su un tetto, in una fonderia, nei campi e a svolgere tutti quei lavori pesanti per i quali l’età avanzata è certamente una controindicazione. Non si parli di benefici per i lavori usuranti, dal momento che i benefici previsti assomigliano molto solo ad uno spot.
Il Partito Pensionati per l’Italia farà fronte comune con tutti coloro che si oppongono a questo provvedimento – ha concluso PATERNOSTRO – che accentua quella macelleria sociale che viene posta in essere da troppo tempo contro le fasce più deboli del nostro Paese ed in primo luogo nei confronti dei pensionati e dei lavoratori. Forse è giunta l’ora che anche Berlusconi e il suo Governo vadano in “pensione”.

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di Redazione
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