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La lettera aperta di Gennaro Capodanno

Perché al Vomero non nasce l’associazione antiracket?


Perché al Vomero non nasce l’associazione antiracket?
07/01/2010, 09:01


NAPOLI - Leggo le dichiarazioni rilasciate da alcuni commercianti del Vomero, quartiere dove sono nato e dove risiedo da sempre e dove ho ricoperto la carica di consigliere e di presidente della Circoscrizione, complessivamente per ben 13 anni, e resto non poco perplesso. Se, come si afferma il fenomeno dell’estorsione è ignoto in questa zona di Napoli, come si spiega il dato che non si riesce a creare l’associazione antiracket per mancanza di persone che vi aderiscono? In una pletora d’iniziative, che, sovente, hanno solo finalità di facciata, costituire un baluardo contro la malavita organizzata potrebbe essere in ogni caso auspicabile, anche a scopo, per così dire, preventivo? Allora cosa impedisce che l’associazione si concretizzi anche nel quartiere collinare? E come si spiga la scomparsa dalla sera alla mattina di quasi tutte le botteghe storiche del Vomero, che si tramandavano di padre in figlio da generazioni? Siamo sicuri che si tratti solo di problemi economici, legati agli aumenti degli affitti, o al fenomeno dello strozzinaggio, che è, di per sé, già grave e rispetto al quale è auspicabile che si assumano i provvedimenti del caso? Certo che a ben vedere la metamorfosi nel settore commerciale sulla collina, primo centro commerciale della Città e tra i primi in tutto il Paese, ha registrato negli ultimi anni mutamenti che non si erano visti mai, dal dopoguerra alla fine del secolo scorso. Sono dalla parte dei commercianti, perché sono certo che sono in buona fede, ma mi sentirei più tranquillo se anche al Vomero si riuscisse, grazie al loro impegno, a creare l’associazione antiracket così come già avvenuto in altri quartieri di Napoli.

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di Gennaro Capodanno
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