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Pesca: Occorrono proposte concrete che rispondano a tensioni marinerie


Pesca: Occorrono proposte concrete che rispondano a tensioni marinerie
23/01/2012, 16:01

“Siamo preoccupati per la situazione di tensione che si sta creando in queste ore in diverse marinerie, dove alle proteste dei pescatori si sommano quelle di altre categorie che rendono difficile a chi ha deciso di lavorare di vendere e conferire il prodotto pescato, generando di fatto una situazione di stallo delle attività”. Così l’Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI Pesca, Federcoopesca-Confcooperative, Lega Pesca) circa le mobilitazioni in atto che toccano la pesca , l’agricoltura e gli autotrasporti. “Sono iniziative che hanno le loro ragioni, ma che purtroppo si aggrovigliano su se stesse, senza che emerga alcuna reale strategia o programmazione: ognuno procede per suo conto, e con rivendicazioni impossibili che richiamano alla memoria il libro dei sogni del caro-gasolio nel 2008” proseguono le tre associazioni. Agci Agrital, Federcoopesca-Confcooperative e Lega Pesca non da oggi stanno conducendo una serie di iniziative, che vanno dal presidio del Parlamento, all'incalzare nei confronti del Governo, alle sollecitazioni ai partiti. In calendario, dopo l'incontro con il PD, vi sono riunioni con le segreterie delle forze di maggioranza, dall'UDC al PDL, con l'obiettivo di sollecitare Governo e Parlamento sull'urgenza di mettere in campo la risposta emergenziale e non ordinaria che la crisi del settore ittico impone. In programma anche un confronto con il ministro Catania e la manifestazione nazionale di sabato prossimo a Civitanova Marche organizzata proprio per affrontare in modo costruttivo questo stato di malessere crescente, legato alla crisi economica, all’elevato costo del gasolio ed all’entrata in vigore di rigidi regolamenti comunitari sul sistema delle sanzioni e dei controlli. Pur comprendendo le difficoltà dell' “Azienda” Italia, non potremmo che esprimere dissenso sulla mancanza di risposte concrete ai bisogni della categoria e del settore, ed in particolare all'esigenza irrinunciabile di garantire il recupero e la riallocazione dei fondi residui già stanziati. I provvedimenti all'esame di Governo e Parlamento, quali il decreto sulle liberalizzazioni, il milleproroghe, e la legge comunitaria 2011, rappresentano occasioni da non mancare per dare un segnale di attenzione ad un settore che non può più attendere. “In questo momento c’è bisogno di unità. Dobbiamo focalizzarci sul raggiungimento di obiettivi realizzabili. La strada da seguire è quella di un confronto serio, ragionevole e concreto con le Istituzioni e il Governo” prosegue le nota dell’Alleanza che evidenzia come “la politica che abbiamo scelto di intraprendere non è caratterizzata da rinunce ma da battaglie ragionevoli, come il ricorso alla corte di giustizia contro il regolamento 1224 sul controllo e, in particolare tra gli altri, sulla licenza a punti; ma anche il lavoro che stiamo conducendo con l’Agenzia delle Entrate per risolvere il problema della -secondo noi- non applicazione dell’Iva al carburante per la pesca”. Confidiamo che già domani, nel corso della conferenza stampa sul "pacchetto agroalimentare" delle liberalizzazioni, il ministro Catania possa darci rassicurazioni in merito alle misure ipotizzate per la pesca, in modo da scongiurare le iniziative già programmate. L'auspicio è che con l'avvio della spending review il ministro Catania affilerà forbici e bisturi per recuperare risorse. Ci auguriamo che il recupero dei fondi CIPE per il settore bieticolo-saccarifero sia un segnale incoraggiante, che preluda lo stesso impegno e determinazione per restituire anche alla pesca gli stanziamenti deliberati in suo favore e per affrontare i temi al centro delle proteste delle marinerie.



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di Redazione
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