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Petrone (PD): "Welfare, ha fatto bene la Regione a lasciare il tavolo romano, occorrono più risorse"


Petrone (PD): 'Welfare, ha fatto bene la Regione a lasciare il tavolo romano, occorrono più risorse'
13/07/2012, 16:07

"Fondo Nazionale politiche sociali: Regione Campania - Anno 2010 € 100.000.000 – Anno 2013 € 1.000.000. Questo e' il dato drammatico con cui dobbiamo fare i conti. E' un insulto, non ci sono altre parole e giustamente la Regione Campania ha abbandonato il tavolo romano non sottoscrivendo la ripartizione dei fondi destinati al welfare".

Cosi il consigliere regionale Pd, Anna Petrone, ha commentato la notizia dell'ennesimo taglio al welfare annunciato in sede di Conferenza Stato Regioni. “E' una esecuzione vera e propria delle persone in difficoltà - continua Petrone - la barca affonda? Buttiamo a mare gli anziani, gli ammalati, i pensionati, i disoccupati, le famiglie numerose o con portatori di handicap, di fatto tutti coloro che in questa grave crisi sono in estrema difficoltà e che, quindi, non ce la possono fare. Una selezione non naturale, una eliminazione mirata e programmatica, già vista e vissuta per altri aspetti anche nel recente passato". Petrone lancia l'allarme: "Forse e' l’avvio concreto e preliminare del tanto conclamato taglio alla spesa pubblica? Ovvero, l’azzeramento degli assessorati alle politiche sociali e la cancellazione di tutti gli uffici ed organismi in materia di politiche sociali? I servizi alla persona per lo Stato valgono 20 centesimi a cittadino. Un offesa alla povera gente. Come si finanzieranno le centinaia di Piani di Zona approntati dagli Enti locali? Basti pensare che il solo Piano di Zona definito dal Comune di Napoli richiede una copertura finanziaria di 90 milioni di euro. E’ una assurdità. Ma come si può lontanamente pensare di risolvere così la crisi economica? E' assolutamente incomprensibile e non ricevibile". Auspico fortemente - avverte Petrone - che si giunga in tempi brevissimi ad un accordo tra Stato e Regioni che salvaguardi non solo la dignità della povera gente, ma che si traduca almeno in un minimo di certezze che possano assolvere all’impegno pubblico, morale e civile, di dar risposte concrete alle persone in difficoltà. Altrimenti - conclude il consigliere regionale del Pd - davvero non so più cosa si possa dire alla gente, quale impegno reale mi posso assumere nel mio ruolo istituzionale. Ci chiedono forse di impegnarci per il futuro in una metaforica, accademica, filosofica e continua discussione sul welfare che non porti ad un solo risultato concreto? Mi rifiuto! Ciò che posso garantire è che non mollo. Lotterò per quanto possibile affinché questa situazione venga prontamente modificata".

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di Redazione
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