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Più sono di sinistra e più son “rosiconi”


Più sono di sinistra e più son “rosiconi”
05/09/2011, 13:09

Questo editoriale è una provocazione e non vuole mancare di rispetto a chi, come nel titolo, fa parte di una cultura di sinistra. Le mie convinzioni politiche non sono importanti, ma sto scrivendo su una statistica ricavata dai commenti ai miei editoriali che contengono sempre opinioni ed idee che possono risultare scomode a destra e a sinistra, ma anche al centro. Facciamo un esempio: Berlusconi è il primo ministro più discusso al mondo e la sinistra pseudomoderata propone da anni come alternativa il vecchio Bersani. Nessuno si prende la briga di dire che Bersani politicamente vale quanto il nostro Premier italiano. Ma c’è sempre un’altra sinistra che propone Vendola come nuovo. Mi sta anche bene, ma poi quando sentono che il loro idolo ha fatto carne di macello sulla sanità pugliese, tutti dicono che è un’altra storia. Un’altra storia è anche la vicenda di Alfonso Papa, carcerato dai suoi stessi amici parlamentari, mentre Tedesco è stato salvato dai senatori perché “la gravità del caso è diversa” oppure perché temevano le ritorsioni di mr. Servizi segreti Massimo d’Alema? Citiamo anche il caso di Penati, che non viene arrestato perché la tangente incriminata è “prescritta” da legge e, quindi, perché dire che Berlusconi è un criminale quando molti suoi processi sono andati in prescrizione? Ultimo caso lampante è successo a Napoli con l’episodio della coppa America. Caldoro e De Magistris si sono fatti prendere dall’entusiasmo ed hanno demandato, assicurando determinate garanzie politiche come tutti siamo abituati ormai in Italia, il Presidente dell’Unione Industriali Graziano a svolgere la pratica, lasciandolo solo nel momento della ripartizione delle colpe sulla mancata assegnazione della manifestazione a Napoli. Inutile dire che la colpa è di tutti, soprattutto, quando i rappresentanti istituzionali danno per certa la riuscita dell’evento. Ma adesso, cosa vi costa cari supporters di De Magistris, dire al nostro sindaco:”hai sbagliato”. Pensate forse di fargli un piacere a dirgli sempre di sì? E lo stesso piacere non lo fate anche alla città di Napoli visto che i servi poco critici nei confronti del padrone hanno portato questa città a morire nell’immobilismo e nel clientelismo puro. Quindi, cari lettori che spesso commentate numerosissimi le nostre notizie: qui nessuno ci gode nel vedere le persone fallire nei loro buoni propositi, anzi, si cerca di mettere in risalto quelli che sono stati gli errori che non dovrebbero essere ripetuti per evitare ai vostri “paladini” un’altra brutta figura. Per concludere, ammettere le colpe è segno di maturità e di buona fede, altrimenti, se commentate difendendo a spada tratta chi ha sbagliato o siete in malafede (avete qualche interesse forse?) oppure degli inguaribili “rosiconi”.

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di Coscienza
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