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Piazza della Libertà: ecco gli avvisi di garanzia


Piazza della Libertà: ecco gli avvisi di garanzia
21/09/2012, 11:43

 

Ora che sono arrivati gli avvisi di garanzia, è probabile che sulla vicenda relativa al cedimento di Piazza della Libertà si possa, finalmente, fare chiarezza epurando la vicenda dallo stucchevole inciucio affaristico-politico che da troppo tempo sta caratterizzando la realizzazione dell'imponente opera. Gli avvisi di garanzia, emessi dalla Procura di Salerno, interessano l'amministratore delgato dalla Esa Costruzioni, la ditta che sta realizzando i lavori, e tre progettisti dell'opera. Il provvedimento, necessario ed indispensabile, per poter avviare tutto l'iter di accertamento, determinerà una serie di indagini approfondite sullo stato dell'arte, in particolare in quel tratto della Piazza interessato dal cedimento. I pm Valenti e Polito che stanno articolando l'indagine per avere un quadro preciso della vicenda hanno anche provveduto alla nomina di tre periti ed un geologo che avranno il compito di procedere con carotaggi e analisi strutturali per poi fornire, entro 45 giorni, una relazione dettagliata. Di fatto l'intervento della magistratura pone fine allo stucchevole teatrino mediatico cui si è assistitio nei giorni scorsi creando i presupposti affinchè sulla vicenda e in particolare sul cedimento strutturale che ha interessato i circa500 metridel cantiere si faccia finalmente chiarezza al netto delle posizioni di parte. Sotto quest'aspetto il provvedimento firmato dai PM rappresenta, appunto, una garanzia anche per la stessa ditta appaltante decisa a porre rimedio all'accaduto, dovesse o meno essere ravvisato un errore, senza doversi cimentare in una affannosa caccia alle streghe. Ed a proposito sdi caccia alle streghe. Pare si stata già esclusa l'ipotesi che il cedimento di una parte di Piazza della Libertà sia da mettere in relazione sia con la realizzazione del Crescent, sia con i lavori che hanno interessato il torrente Fusandola, mentre restano in piedi tutte le altre cause. L'ipotesi di reato che pende in capo all'amministratore Delegato della Esa Costruzioni e dei tre progettisisti è quello contemplato dall'articolo 676 del codice di procedura penale: rovina di manufatto con l'aggravante del pericoleo per le persone, pena massima da scontare sei mesi d'arresto ed un'ammenda da 145mila euro. Un'inezia rispetto all'importanza dell'opera, l'investimento sostenuto e l'incredibile clamore mediatico che la vicenda ha generato.

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di Rocco Papa
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