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È coinvolto in una vicenda di tangenti: “Lascio come Bossi”

Pirellone: alla fine anche Davide Boni sceglie le dimissioni

Il leghista rinuncia alla presidenza del consiglio regionale

Pirellone: alla fine anche Davide Boni sceglie le dimissioni
17/04/2012, 15:04

MILANO – Nuove dimissioni in casa Lega. A gettare la spugna questa volta è il presidente del consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, dopo settimane di polemiche in seguito all’avviso di garanzia ricevuto per una vicenda di tangenti. La voce delle sue dimissioni era iniziata a circolare da diversi giorni negli ambiente regionali, ma ora diventa un dato di fatto. Davide Boni si dimette da presidente del consiglio regionale della Lombardia, ma non da consigliere della Lega Nord al Pirellone. “Torno a far parte del gruppo consiliare della Lega, ne sento il bisogno”, ha detto al riguardo, comunicando la propria decisione in una conferenza stampa. La richiesta di dimissioni dalla presidenza sarà depositata domani mattina: “E nella seduta dell’8 maggio - ha chiarito lo stesso Boni – verrà eletto il nuovo presidente”.
A quanto pare non vi sarebbe stata nessuna pressione da parte della Lega per le sue dimissioni. La decisione sarebbe stata quindi personale, nel nome del bene della Lega e per evitare strumentalizzazioni. Sarebbero stati gli stessi vertici del Carroccio, a quanto pare, ieri nell’incontro con Boni in via Bellerio, a dargli carta bianca e a concedergli la libertà di assumere una decisione strettamente personale. Dal consiglio regionale lombardo, va ricordato, si sono già dimessi Renzo Bossi (Lega), Monica Rizzi (Lega) e Stefano Maullu (Pdl): siamo quindi dinanzi alla terza dimissione targata Lega Nord.
È stato lo stesso Boni a far sapere attraverso una nota le proprie motivazioni: “In funzione di quanto ha fatto il mio segretario federale, Umberto Bossi, che ha fatto un passo indietro per agevolare una serena condizione politica per il movimento – ha scritto - faccio anch’io un passo indietro, precisando che nessuno me l’ha mai chiesto, in totale autonomia”. Al di là di tutto, le sue dimissioni non possono che essere lette all’interno del quadro di “pulizia” e del “rinnovamento generazionale” su cui il Carroccio sta puntando, nel tentativo di riconquistare la credibilità persa dopo gli ultimi scandali venuti alla luce. Il posto del dimissionario Boni verrà preso da un giovane consigliere: in pole vi sarebbe Massimiliano Romeo, eletto nel collegio di Monza e Brianza.

IL CASO DAVIDE BONI
Boni è indagato dall’inizio di marzo per corruzione in relazione a un filone di indagine su presunte tangenti per la concessione di aree edificabili nel Comune di Cassano D’Adda. I fatti risalgono al periodo in cui era assessore regione la all’Edilizia e al territorio (2005-10). L’esponente del Carroccio si è sempre proclamato “estraneo” alle accuse. E il movimento lo ha sostenuto dall’avvio dell’inchiesta.

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di Antonio Formisano
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