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"Comprendo le preoccupazini di Fini ma Berlusconi bilancia"

Pisanu:"La Lega influenza troppo la politica del governo"


Pisanu:'La Lega influenza troppo la politica del governo'
28/09/2009, 15:09

In un intervista al Corriere Della Sera, Il presidente della commissione antimafia Giuseppe Pisanu, esprime il suo accordo con i dubbi e le richieste di dialogo maggiormente democratico ed equilibrato esposte da Fini. “soprattutto al Sud - sostiene infatti Pisanu- c'è la sensazione diffusa di un peso eccessivo della Lega e più in generale di una prevalenza a tratti immotivata di un'idea nordista che si impone su tutto e su tutti".
A questa affermazione il nuovo volto governativo dell’antimafia aggiunge però che “Va comunque riconosciuto che Berlusconi, con la proposta di un nuovo piano per il Sud, ha corretto questa sensazione". Anche riguardo i motivi che farebbero scatenare polemiche ed autentiche guerre “fratricide” all’interno della maggioranza Pisanu sembra non avere dubbi: "Non disponendo di sedi adeguate per il confronto ogni espressione di dissenso crea sospetti ed evoca il rischio della rottura”. Del resto, è innegabile, la realtà quotidiana presenta “un clima politico invivibile, carico di sospetti, agitato da scontri senza capo né coda che stanno lentamente uccidendo la politica italiana”.
Un lento Harakiri bipartisan che sta colpendo la destra come la sinistra e che è sintomatico di un vuoto istituzionale ed ideologico molto pericolosi sia per chi si trova al governo, sia per chi milita nell'opposizione. Un vuoto troppo spesso riempito con il populismo più becero ed “emotivo”. Inoltre, che la Lega abbia una voce in capitolo fin troppo forte, non lo scopre di certo Pisanu. Per i maggiori intallettuali e politologi italiani, quel 10% racimolato dal partito del Carroccio, rappresenta, oggi più che mai, la deriva culturale e morale verso la quale sta inesorabilmente scivolando il bel paese. L’utilizzo degli extracomunitari e del meridione come capri espiatori per giustificare l’enorme inefficienza del sistema di gestione della nostra penisola, infatti, riporta con non poca angoscia ad esattamente 400 anni fa. Il Paese coinvolto era la Spagna di Filippo III e, il capro espiatorio di tutti i mali generati da una nazione allo sfascio investita da una crisi economico-politico-sociale senza precedenti, erano i “moriscos”.
I moriscos erano discendenti di Musulmani poi convertitisi al Cristianesimo. Per lo più rappresentavano la manovalanza a basso costo (e questo dovrebbe suggerire già qualche parallelismo con gli extracomunitari odierni) e costituivano una vera manna per i vari proprietari terrieri dei regni di Valencia, Aragona e Murcia.
Ad un tratto, però, il governo decise che queste persone erano responsabili della crisi economica e si attrezzò per espellerli. Oltre 300.000 moriscos vennero obbligati a trasferirsi a Tunisi o in Marocco. Risultato? Il baratro economico non solo non venne tappato ma si allargò a dismisura; riducendo sul lastrico i latifondisti e i grandi commercianti che, con 300.000 quasi schiavi in meno, dovevano sostenere costi di manodopera molto più elevati. Da Pisanu a Filippo III e dagli extracomunitari e ai moriscos, questo breve tuffo nella storia passata del nostro da sempre multietnico continente, dovrebbe far riflettere i Leghisti sull’autolesionismo di una politica di piazza che si fonda sui “dolori di pancia” del momento; che non guarda avanti e che è destinata, prima a o poi (come quasi certamente anche Fini avrà previsto), all’implosione.

 

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di Germano Milite
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