Politica / Regione

Commenta Stampa

"L’etichetta Made in Italy è sinonimo di qualità"

Pittella: da Caserta l'esempio vincente per l'economia italiana

L'europarlamentare interviene sul Made in Italy

Pittella: da Caserta l'esempio vincente per l'economia italiana
22/12/2010, 12:12

On.le Gianni Pittella, Europarlamentare, Primo vicepresidente del Parlamento europeo: "Da Caserta, con la fiera Shoes'n'Show, arriva l'esempio vincente del fare squadra per rilanciare l'economia italiana".
  “I distretti industriali italiani producono quasi la meta’ del valore aggiunto generato in Eurolandia dal settore moda e impiegano il 45% degli occupati.
L’Italia e’ l’unico paese che nonostante la crisi e il calo quantitativo delle esportazioni presenta saldi commerciali positivi in tutti i comparti del settore. Questo vuol dire che il prezzo medio del prodotto e’ cresciuto, trascinato da un miglioramento della qualità. E’ la dimostrazione che per vincere la sfida della globalizzazione la competitività non va ricercata sul prezzo ma sul valore del contenuto materiale e immateriale del prodotto che in questo settore vuol dire stile, eleganza, tecnologie. La forza dell’industria calzaturiera Italiana si fonda sul designer, sulla ricercatezza dei materiali, sulle politiche promozionali e di marketing. Le ricerche di mercato piu’ recenti ci dicono che le scarpe italiane si stanno consolidando nel segmento piu’ alto della domanda internazionale, che assorbe l’80% della produzione”. Ne è convinto l’on.le Gianni Pittella, Primo vicepresidente del Parlamento europeo intervenuto sul tema del rilancio della Calzatura Made in Italy in occasione dell’organizzazione a Caserta di Shoes’n’Show- prima Fiera Mediterranea di settore.  
“Dopo l’approvazione da parte del Comitato per il Commercio Internazionale della Commssione Ue, il Parlamento europeo ha votato a fine ottobre l’introduzione dell’obbligo della etichettatura sulle merci extra-europee, in attesa dell’auspicato via libera da parte del Consiglio europeo dei ministri. Cio’ apre in particolare per le Pmi che non possono contare sui grandi marchi piu’ noti, scenari stimolanti, visto che l’etichetta ‘’Made in Italy’’ e’ sinonimo di qualita’ della calzatura all’estero. Ma a patto che costituisca veramente la garanzia che anche la manifattura e’, almeno in gran parte, italiana. La legislazione nazionale in questo campo e’ purtroppo ancora molto carente e rischia a lungo andare di compromettere l’immagine dei nostri prodotti sui mercati internazionali. 
Scorrendo il programma della manifestazione in programma a Caserta- dice in riferimento a Shoes’n’Show che ha tra l’altro ottenuto il patrocinio della Fondazione “Meseuro” per il Mediterraneo di cui Pittella è uno dei fondatori- voglio cogliere due aspetti che mi sembrano particolarmente significativi: la sola Camera di Commercio di Terra di Lavoro, partner della Fiera insieme alla Confederazione nazionale dell’Artigianato e dell’Industria, ospita più di 40 ‘’buyers’’ provenienti dal bacino Mediterraneo. E poi la collaborazione avviata tra il Tamarin, in qualità di ente organizzatore della Fiera e la Seconda Università di Napoli a segnare l’importante connubio tra imprenditorialità e conoscenza.
La scelta di queste imprese meridionali di guardare al bacino del Mediterraneo come lo sbocco piu’ interessante per le sue grandi potenzialita’ commerciali e di espansione del Made in Italy e’ un’opzione strategica di cui sono fermamente convinto, che potrebbe dare un forte contributo per risollevare le sorti dello sviluppo del Mezzogiorno. Ma e’ chiaro che questo sforzo sicuramente significativo delle nostre imprese deve essere supportato da una politica nazionale e un’attenzione degli enti locali che potrebbe amplificare e allargare ad altri comparti questo sentiero di crescita.
Si tratta in poche parole di ‘’fare sistema’’, creando l’ambiente piu’ favorevole all’operativita’ e all’efficienza delle imprese che si traduca in competitivita’ e in occupazione. Penso alla necessita’ di concentrare le risorse a disposizione, nazionali e europee, in un quadro sinergico che punti alla realizzazione di grandi opere strategiche nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali, nei trasporti e nella logistica, nell’energia, nella ricerca e nella formazione.
Infine i giovani e l’unita’ d’Italia. Il Mezzogiorno e’ l’area del paese dove attingere le maggiori risorse umane in grado di ridare impulso all’intera economia, uno straordinario serbatoio di energie e competenze che non aspettano altro di essere utilizzate sul territorio e non costrette a emigrare per finire ad arricchire gli Stati che con molta lungimiranza e concretezza li accolgono. Il rilancio del Mezzogiorno deve diventare una questione non piu’ meridionale ma nazionale”.    
 

Commenta Stampa
di La redazione
Riproduzione riservata ©