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Il movimento 5 stelle di Beppe Grillo conquista 4 Comuni

Pizzarotti vince a Parma, Orlando a Palermo. 51% l'affluenza


Pizzarotti vince a Parma, Orlando a Palermo. 51% l'affluenza
21/05/2012, 19:05

Scrutinate tutte le schede del secondo turno delle elezioni amministrative, è stato registrato un notevole calo dei votanti: il 51,38% rispetto al 65,36% delle precedenti elezioni. A Parma è stato eletto il primo sindaco grillino Federico Pizzarotti, che ha vinto con il 60,22% dei voti battendo il candidato di centrosinistra Vincenzo Bernazzoli. A Palermo trionfa il candidato dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando con oltre il 72% dei voti, che ritorna a Palazzo delle Aquile dopo la prima vittoria del 1993 e la rielezione nel 1997. Professore di Storia economica, Marco Doria è il nuovo sindaco di Genova. Ha corso per la carica di primo cittadino da indipendente, sostenuto da Sinistra ecologia libertà. Nel capoluogo abruzzese, L'Aquila è stato riconfermato Massimo Cialente, il sindaco del terremoto.
E' quasi un ciclone politico quello che si è abbattuto sulla città di Parma dopo queste elezioni. Federico Pizzarotti, 39 anni e project manager informatico in un istituto bancario sarà il sindaco più giovane della città. Dopo un veloce summit del partito che ha presentato il candidato di centrosinistra Vincenzo Bernazzoli, il segretario provinciale del Pd Roberto Garbi si è dimesso dalla carica politica. Intanto su Twitter festeggia Beppe Grillo, che non sarà oggi a Parma, ma tornerà nella città emiliana venerdì prossimo. "Dopo Stalingrado, ora ci aspetta Berlino" scrive Grillo che sottolinea "la campagna elettorale di 6 mila euro" di Pizzarotti e di "2 mila euro" spesi per la campagna elettorale a Comacchio per Marco Fabbri, anche lui sindaco 5 stelle. Poi Grillo si sofferma sull'età dei suoi candidati vincenti: "I nuovi sindaci a 5 stelle sono Pizzarotti 39 anni, Maniero 26, Fabbri 29, Castiglion 32. Età media 31 anni e 6 mesi".
Il nuovo sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ottenuto il 72,4% dei voti in una sfida tutta interna al centrosinistra e porta in Consiglio 30 persone su 50, grazie alla legge elettorale siciliana che assegna al vincitore un premio di maggioranza del 60%. Orlando aveva battuto alle primarie Rita Borsellino, poi ha quasi raggiunto la vittoria nel primo turno fermandosi al 47,4%. Oggi ha superato di gran lunga l'avversario Fabrizio Ferrandelli, appoggiato da Pd, Sel e socialisti. "La mia vittoria è uno schiaffo all'attuale sistema - ha detto Orlando -. Da appartenente alla casta, avrei potuto far carriera e aspirare a un posto da ministro. Invece, con umiltà mi sono candidato a sindaco". Intanto anche le amministrative di Palermo hanno creato scompiglio tra i democratici. Il deputato regionale Davide Faraone ha dichiarato: "Le hanno perse tutte. Primarie, primo e secondo turno. Dei 10 consiglieri del 2007 ne restano 3. Ora ci vuole un congresso straordinario".
Sul fronte nazionale, invece, il segretario del Pd rivendica il risultato raggiunto: "Di 177 Comuni al voto sotto i 15 mila abitanti abbiamo vinto in 92 Comuni. Questi sono i fatti, abbiamo vinto senza se e senza ma. La destra è scompaginata ma esiste nel Paese. Il nostro avversario resta quello lì, una destra che non c'è. Faccio gli auguri ad Alfano perché riesca a trovare un centrodestra europeo, costituzionale, fuori da ogni regola populistica". Dall'altro versante politico, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto ha risposto: "Il principale messaggio che emerge da queste elezioni è quello di una crescita dell'astensionismo e del grillismo. Al nord Grillo aumenta intercettando, a seconda dei casi, in primo luogo i voti dell'Idv, poi del Pd e quindi dei nostri. Per quanto riguarda Bersani, chi si contenta gode. Il Pd arretra in voti assoluti e in ben quattro Comuni vincono candidati di estrema sinistra che hanno posizioni politiche generali di segno opposte alle sue. Quindi il risultato a sinistra non si traduce in capacità di govenro a livello nazionale". Un altro ad ammettere una sconfitta elettorale è Roberto Maroni: "I risultati della Lega ai ballottaggi non sono stati positivi. La notizia dell'avviso di garanzia a Bossi e ai suoi figli non ha aiutato, ma ha determinato un ulteriore allontanamento della Lega". Il partito ha perso 7 Comuni su 7.

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di Emanuele De Lucia
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