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Bossi: "Parole sensa senso"

Polemica aperta tra Bossi e il Vaticano per i 73 immigrati morti


Polemica aperta tra Bossi e il Vaticano per i 73 immigrati morti
22/08/2009, 13:08

E' sempre più forte la polemica sollevata dalla chiesta cattolica in merito alla tragedia dei 73 immigrati morti nel Canale di Sicilia. Dure le dichiarazioni di ieri dei vescovi italiani, affermazioni queste  che non sono piaciute ad Umberto Bossi: "Sono parole con poco senso è perche' le porte non le apre il Vaticano, che ha il reato di immigrazione? Diano loro il buon esempio. Dato che nessuno accogliera' la gente senza controlli, bisogna assolutamente fermare le partenze - ha aggiunto l'esponente leghista. Partono molto meno di prima, ma bisogna riuscire a fermarli, altrimenti si prosegue con un sacco di morti. Con gente che rischia la vita per niente perche' quando arriva qui non ci sono posti di lavoro". Il Vaticano pero' resta sulle sue posizioni. "L'ennesima tragedia della migrazione - afferma il presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, mons. Antonio Maria Veglio' - ci ricorda quanto scrive Benedetto XVI nella Caritas in veritate: 'Ogni migrante e' una persona umana' che 'possiede diritti fondamentali inalienabili' da rispettare 'in ogni situazione"'. Secondo l'arcivescovo, serve "una forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale per essere adeguatamente affrontato. Quindi - spiega il capo dicastero - se da una parte e' importante sorvegliare tratti di mare e prendere iniziative umanitarie, e' legittimo il diritto degli Stati a gestire e regolare le migrazioni. C'e' tuttavia un diritto umano ad essere accolti e soccorsi. Cio' - aggiunge mons. Veglio' - si accentua in situazioni di estrema necessita', come per esempio l'essere in balia delle onde del mare. Per centinaia di anni i Capitani delle navi non sono mai venuti meno al principio fondamentale del diritto del mare, che prevede si debbano sempre soccorrere i naufraghi che si incontrano". In proposito, Veglio' rileva che "il numero di potenziali migranti naufragati o vittime alle frontiere dell'Europa ha contato oltre 14.660 morti". "Il nostro Pontificio Consiglio - sottolinea - e' addolorato per il continuo ripetersi di queste tragedie". Ma, rileva, analoghe situazioni "si verificano geograficamente in zone diverse, come accade nel Mediterraneo, nello stesso tempo ci sono circostanze di disperazione anche nel deserto alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, oppure in Estremo Oriente, all'interno dell'Africa sub-sahariana, e ovunque ci siano rilevanti flussi migratori. La realta' - spiega l'arcivescovo - e' la medesima. Colpisce esseri umani che cercano di raggiungere Paesi o regioni economicamente piu' sviluppati, per fuggire poverta' e fame. Per questo sono pronti a rischiare tutto, anche la loro stessa vita". Nell'intervista, il presule ricorda poi la richiesta di Papa Ratzinger, per il quale "si dovrebbero armonizzare i diversi assetti legislativi, nella prospettiva di salvaguardare le esigenze e i diritti delle persone e delle famiglie emigrate e, al tempo stesso, quelli delle societa' di approdo degli stessi emigrati".
 

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di Agostino Falco
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