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Un balzo di 6 punti rispetto a poche settimane fa

Politica degli scandali: l'esercito di indecisi sale al 49%

Piepoli: "Il centrodestra si è polverinizzato"

Politica degli scandali: l'esercito di indecisi sale al 49%
26/09/2012, 21:11

ROMA - Cresce l'onda grigia. Dopo gli scandali politici che hanno colpito in maniera trasversale i partiti, l'asticella degli indecisi e astensionisti dichiarati tocca quota 49%, un balzo di 6 punti percentuali rispetto al 43% di poche settimane fa. Per sondaggisti ed esperti, la tendenza è tuttavia in crescita e il giudizio dei cittadini nei confronti di partiti “tutti uguali”, rischia di pesare come un macigno sulle urne in vista della prossima chiamata elettorale. “La somma degli indecisi, di quelli che dichiarano di astenersi (30%) e di coloro che per ora annunciano di voler votare scheda bianca, raggiunge il 49%. Di questa percentuale, però, il 19-20% andrà alle urne: è questa la vera incognita che peserà sul voto”, avverte Renato Mannheimer, direttore dell'Ispo. Chi ci guadagna? “Per ora nessuno - spiega l'esperto - sicuramente ha perso il Pdl, che prima era al 30% e ora arriva al 18-20%”. Per Nicola Piepoli, presidente dell'Istituto Piepoli, “il centrodestra in questo momento è polverinizzato. E’ una metafora per indicare che la politica è agli estremi: si può solo risalire dopo aver toccato il fondo con scandali trasversali. Ma l'onda grigia si infrangerà in prossimità dello scoglio del voto: secondo le mie stime il 75%, cioè 38 milioni di elettori, andranno a votare alle prossime consultazioni. Anzi, più si è polverinizzati e più si correrà alle urne”. In questo momento, spiega ancora Piepoli, “il primo partito è il Pd, che viaggia al 27%, a seguire il Pdl che si attesta intorno al 18-20%. I numeri sono questi”. A far muovere la forbice, per l'esperto “sarà la capacità di parlare e affrontare i veri problemi del paese, ovvero la sana amministrazione”. Piepoli consiglia di porre l'orecchio oltreoceano: “Obama dice sempre la mia amministrazione, non parla del chicchirichi - taglia corto l'esperto - questo significa che per lui la politica è come amministrare e assicurare servizi ai cittadini. E’ questa la differenza”. A fotografare la zona grigia è anche Maurizio Pessato, della Swg. “La percentuale indecisi-astenuti e non rispondenti –spiega - oscilla tra il 45% e il 49%. E’ l’area che gli esperti definiscono di assenza di informazione: si tratta di persone che non rispondono ai sondaggi politici. Nell'insieme, l'area che non esprime un'opinione è passata dal 25-30% al 49%. Questo è un dato indiretto che fa percepire la percentuale dei disaffezionati e di coloro che stanno alla finestra”. Più in generale, sottolinea l'esperto, “si segnala un disagio dei cittadini nei confronti dei partiti. Dopo la piena degli scandali, in questo momento potrebbe guadagnarci chi sostiene un cambiamento deciso, sia tra le formazioni politiche sia all'interno delle stesse forze politiche”. Per invertire la tendenza, segnala Pessato, “occorre non coprire più ciò che è stato tenuto sottocoperta. Il vero banco di prova per combattere la disaffezione sarà varare provvedimenti urgenti contro la corruzione, insieme a una legge elettorale che restituisca reale capacità di scelta ai cittadini”. “Gli italiani sono annichiliti da quello che sta accadendo - sottolinea Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research - di fronte a scandali trasversali che investono la classe politica, avvertono una sensazione di impotenza. Il premier Monti, per quanto operi provvedimenti difficili e chieda sacrifici, rimane in questo momento un punto di riferimento per gli elettori. Il problema - taglia corto - è restituire credibilità alla classe politica, e rimettere al centro il cittadino”. Nell'analisi di Nando Pagnoncelli, amministratore delegato della Ipsos, “aumenta il livello di indecisione, conseguenza del disorientamento. Supera il 40% la quota tra astensionisti dichiarati e indecisi, cioè di quelli che dichiarano di non voler andare a votare. Riscontriamo un calo di 3 punti del Pdl che, penalizzato dalle ultime vicende, è intorno al 19,2%. In lieve ripresa il Movimento 5 Stelle, ma secondo i nostri sondaggi il 41% pensa che nessun partito sia meno compromesso da scandali e malapolitica”. “Da un lato il Pdl in questo momento paga il prezzo più pesante per lo scandalo Lazio, dall'altro c’è una piccola ripresa di Grillo, che dopo l'incidente Favia, è risalito di 2 punti e ora è al 17,8%”, aggiunge Luca Comodo, direttore del dipartimento politico di Ipsos. “Il fronte dell'astensione – conclude - potrebbe però crescere. Difficile stimare adesso se sfonderà il muro del 50%: dipenderà, anche da ciò che farà il governo soprattutto sui provvedimenti anticorruzione e i tagli ai costi della politica. Quello che chiedono ora i cittadini”.

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di Valerio Esca
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