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Ma c'è ingovernabilità garantita

Politiche 2018: vincono M5S e Lega, crollano Pd e Forza Italia


Politiche 2018: vincono M5S e Lega, crollano Pd e Forza Italia
05/03/2018, 09:03

ROMA - Quando sono stati resi noti oltre i due terzi dei voti, si può ben dire che il risultato è quasi definitivo (può cambiare qualche decimale, ma non molto). E le elezioni di domenica hanno sancito la vittoria di due partiti. Innanzitutto del Movimento 5 Stelle, che con quasi il 32% è il partito più votato d'Italia. L'altro partito vincitore è la Lega Nord, che con il 18% dei voti è il partito più forte della coalizione di centrodestra. Coalizione che, con oltre il 37% dei voti, si può affermare come vincitrice delle elezioni. Dall'altra parte i due partiti sconfitti. Forza Italia che viene sconfitta all'interno della coalizione, faticando a raggiungere il 14%; e il Pd che viene sconfitto a livello nazionale, non riuscendo a raggiungere neanche il 20% e fermandosi al 19%. Nè è stato aiutato dal resto dlela coalizione, con +Europa di Emma Bonino che è al momento al 2,6% (quindi ostto la soglia del 3% necessaria per entrare in Parlamento) e il resto che non raggiunge l'1%. Liberi e Uguali - guidati dai due Presidenti delle Camere uscenti, Piero Grasso e Laura Boldrini - si ferma al 3,4%, mentre Potere al Popolo raggiunge l'1%. Casapound e Forza Nuova restano sotto questa soglia. 

Adesso, per la conversione in seggi si dovrà aspettare il risultato dei seggi uninominali, dove però in molti casi abbiamo avuto una vittoria schiacciante degli esponenti del M5S o del centrodestra. Il problema adesso però è la governabilità. Le previsioni dicono che il centrodestra non arriverà a 250 seggi alla Camera e 130 al Senato e M5S arriverà intorno ai 220 seggi alla Camera e poco più di 100 al Senato. Il Pd dovrebbe fermarsi ad un centinaio di seggi alla Camera e una cinquantina al Senato. Con questi numeri, si possono creare solo "governi di inciucio". Il più forte sarebbe un governo M5S-Lega-Fratelli d'Italia (sfiorerebbe i 400 seggi alla Camera e i 170 al Senato). Ma sarebbe un governo basato sull'odio contro gli stranieri, contro l'Europa e su una spesa pubblica fuori controllo. L'alternativa potrebbe essere un governo M5S-Pd, ma avrebbe numeri risicatissimi ed è difficile pensare che M5S dopo aver insultato Renzi negli ultimi 4 anni possa allearsi con loro. Esiste anche una remota possibilità di un Pd che appoggi un governo della coalizione di centrodestra, ma questa sarebbe la morte politica di Renzi. Inoltre è difficile pensare che Salvini e la Meloni possano accettare. 

In ogni caso, i mercati hanno già espresso il loro responso: Piazza Affari apre con un -2% e lo spread è salito di 10 punti in apertura. E si stima possa salire di altri 40 punti entro la fine della settimana. Bisogna ricordare che 100 punti di spread in più, significa un aumento della spesa per interessi nell'ordine dei 2-3 miliardi al mese. 

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di Antonio Rispoli
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