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Il suo Grande SUD va male, non è lui l'anti Lega

Politiche: Caldoro cade in piedi e continua a rubare voti al PDL

Analisi del successo politico del PDL in Campania

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Politiche: Caldoro cade in piedi e continua a rubare voti al PDL
27/02/2013, 11:59

Il Pdl vince le elezioni in Campania e Caldoro sale sul carro dei vincitori senza meriti se non quello di non “aver fatto danni”. Il Governatore della Regione Campania si è presentato alle Regionali con due liste, onorando al meglio la sua indole di “indefinito” nel panorama politico locale e Nazionale. Il socialista moderno ha rinunciato alla candidatura del Nuovo PSI, suo partito di origine, per seguire in pieno le direttive del presidente Berlusconi che ha riunito tutte le anime costituenti del PDL sotto il simbolo politico che porta il nome del Cavaliere.  Stefano Caldoro ha aspettato il verdetto delle elezioni per uscire allo scoperto e salire sul carro dei vincitori quando l’esito elettorale ha dato risultati positivi in Campania.

GRANDE SUD O NUOVO PSI ? – Caldoro ha dimostrato di essere abile nel gioco del salto della “quaglia”. Ha detto di non aver fatto campagna elettorale ed invece sottobanco ha preparato una lista insieme a Salvatore Ronghi dove con la Carfagna, il figlio illustre della sua sconosciuta assessora alla Cultura ed Istruzione Caterina Miraglia, i suoi consiglieri acquisiti nel corso della campagna acquisti di questi primi due anni della sua gestione in Regione hanno preparato l’offensiva alla Lega Nord. Non sono bastati i voti della Provincia socialista, dei parenti dell’Emergente Mara Carfagna e quelli di un consigliere comunale che ambisce alla candidatura a sindaco di Napoli per via della sua miriade di preferenze ottenute nel corso delle tre elezioni amministrative nella città della rivoluzione arancione finita a trasformare il Grande Sud di Caldoro nell’antagonista della lega nord. La direttiva è stata precisa prima delle elezioni, il Governatore che cade sempre in piedi ha detto ai suoi sottoposti di scegliere il Grande Sud di Miccichè, ma il risultato è stato povero ed in linea con la capacità di rappresentanza dell’ex delfino di Craxi.

UN GOVERNATORE CON POCHI VOTI – Mentre la Lega Nord è riuscita ad eleggere Bobo Maroni in Lombardia come futuro governatore “EXPO”, conquistando 17 seggi in Senato e 18 alla Camera, l’alternativa Grande Sud ha dato dimostrazione di pesare lo 0,43% su scala nazionale. In Campania l’asse Caldoro, Carfagna e relativi parenti, amici e politici prezzolati, ha portato al PDL una rappresentanza dell’1,47% in Campania 1 e dell’ 1,27 % in Campania 2 mentre al Senato 1,54%. Pochino se consideriamo l’operato del buon Governo neosocialista. Per quantificarli in voti ci troviamo dinanzi a 40.460 al Senato e 41.139 alle due circoscrizioni Campane.

PDL: DI CHI E’ IL RISULTATO ? - Allegato all’articolo troverete le dichiarazioni e l’analisi dei direttori delle maggiori testate campane e capirete che nessuno di loro ha posto la fiducia nell’operato di Caldoro come veicolatore di voti. Anzi, secondo quanto riferito dal Commissario Regionale del PDL Nitto Palma, il partito affidatogli nelle mani per il commissariamento era già ben avviato. I voti sono dei soliti noti: per la provincia di Napoli, Luigi Cesaro con il figlio Armando navigato nel settore giovanile con risultati di successo, Fulvio Martusciello per la città di Napoli insieme al presidente della prima municipalità Fabio Chiosi che ha confermato la resistenza del salotto buono di Napoli al rosso politico della sinistra. Sulla provincia di  Salerno, l’apparato politico dell’ex consigliere regionale del PDL Alberico Gambino ha retto, mentre quello della Carfagna si è diviso tra PDL e Grande sud ed ha incassato una sonora sconfitta dal partito del Sindaco Vincenzo de Luca con ben 8 punti di percentuale nella sola città di Salerno. Storia diversa nel Beneventano. La fedele Nunzia de Girolamo ha perso lievemente contro il Partito Democratico, ma la coalizione del partito di Berlusconi ha subito un distacco del 3% dalla sinistra rossa che ha resistito all’assalto del PDL. In conclusione: le emergenti quote rosa del PDL hanno perso, gli storici hanno vinto ed il Governatore Caldoro ha giocato bene le sue carte con il suo doppiogioco politico, ma non ha entusiasmato le masse ed il Buongoverno pare sia considerato tale da 41.000 elettori su un serbatoio di 4 milioni di aventi diritto di voto. Fate voi…

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di Giuseppe Forma Riproduzione riservata ©
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