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Politiche sociali: gli operatori sociali bloccati dalle forze dell’ordine


Politiche sociali: gli operatori sociali bloccati dalle forze dell’ordine
02/02/2011, 14:02

Napoli, 2 febbraio 2011 – Sono stati bloccati dai carabinieri gli operatori sociali del comitato “Il welfare non è un lusso” che stanno manifestando pacificamente dalle prime ore di questa mattina negli spazi antistanti il Maschio Angioino, dopo aver trascorso un’altra notte barricati nel castello. Gli operatori erano intenti a fare un’azione di soft walking quando si sono visti sbarrare la strada da un reparto di carabinieri in tenuta antisommossa, di fronte ai quali hanno alzato tutti le braccia per segnalare il carattere pacifico della loro protesta. Pochi minuti prima, alcuni di loro erano saliti su una gru del cantiere della metropolitana di fronte Palazzo San Giacomo, per appendere uno striscione con lo slogan della vertenza.

Nonostante siano più di trecento gli operatori che ogni giorno, da diverse città della regione, si stanno spostando al Maschio Angioino (diventato, insieme all’ex manicomio Leonardo Bianchi, il simbolo della protesta) ancora nessuna risposta è arrivata dalle istituzioni: il Comune di Napoli, che aveva promesso di sbloccare la questione della cessione del credito entro il 31 gennaio scorso, non ha fatto ancora nulla né ha fornito alcuna informazione neanche per quanto riguarda la deroga al meccanismo del crono- logico, che permetterebbe di saldare prioritariamente i debiti per i servizi sociali e socio-assistenziali, e la Regione Campania tiene ancora bloccati i trasferimenti dei fondi per il sociale a causa di un intoppo burocratico, mentre il Governo nazionale, interpellato attraverso alcuni deputati e senatori, non ha mostrato alcun interesse per l’emergenza campana, e il ministro delle Politiche Sociali Sacconi ha solo dichiarato di non essere competente per il welfare napoletano e campano.

«Forse credono che ci stancheremo – ha detto il portavoce della vertenza, Sergio D’Angelo – ma noi intendiamo continuare a difendere a oltranza il diritto al lavoro degli operatori e alla salute e alla cura di migliaia di utenti. Per avendo fornito servizi stabili e duraturi negli anni, il nostro lavoro è in bilico e sospeso come lo sono gli operatori sospesi oggi sulla gru ».

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di redazione
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