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Politiche sociali: Tremila operatori in piazza a Napoli


Politiche sociali: Tremila operatori in piazza a Napoli
08/06/2012, 16:06

Napoli, 8 giugno 2012 – Tremila persone hanno partecipato oggi a Napoli alla manifestazione regionale organizzata dal comitato Il welfare non è un lusso per riportare all’attenzione delle istituzioni la situazione critica delle politiche sociali e del lavoro degli operatori del settore a Napoli e in Campania. La mobilitazione si è svolta a sostegno del primo sciopero degli operatori sociali nel capoluogo campano.

La manifestazione, partita questa mattina da piazza Municipio, si è fermata in piazza del Plebiscito ed è terminata a Santa Lucia presso la sede della Regione Campania. Una delegazione del comitato Il welfare non è un lusso è stata ricevuta in Prefettura dal Capo di Gabinetto del Prefetto, Francesco Esposito, che ha assicurato la convocazione, in tempi brevissimi, di un tavolo interistituzionale con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il responsabile dell’ANCI Campania Vincenzo Cuomo e con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

«Il Capo di Gabinetto – spiega Pasquale Calemme, portavoce del comitato Il welfare non è un lusso – ha ascoltato a lungo le nostre ragioni ed è convenuto con noi che quella del welfare è una questione non solo di coesione sociale ma anche di ordine pubblico, perché riguarda il lavoro di 9 mila operatori sociali e la minaccia occupazionale può fare aumentare il rischio di precarietà sociale».

«Siamo abbastanza soddisfatti – dice Calemme – di come è andato l’incontro in Prefettura e attendiamo la convocazione del tavolo interistituzionale, perché per il terzo settore sta diventando molto complicato entrare nel merito delle questioni con i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, soprattutto con quelli regionali».

La crisi del welfare riguarda in primo luogo la Regione Campania che ha stanziato solo 27 milioni di euro per le politiche sociali a fronte dei 100 milioni necessari a soddisfare i bisogni di cura e di assistenza dei cittadini. Tutti i comuni e gli ambiti territoriali hanno pesanti debiti con le organizzazioni sociali e quello del Comune di Napoli, tra gli altri, ammonta a 75 milioni di euro anche se qualche segnale positivo è arrivato dall’ultimo bilancio in discussione, in cui per la spesa sociale sono stati previsti circa 2 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Gli operatori chiedono il ripiano immediato del debito sociale e socio-sanitario da parte di tutte le pubbliche amministrazioni, un piano di rientro del debito accumulato dal Comune di Napoli e l’utilizzo immediato dei fondi europei destinati al sociale, oltre al ripristino del Fondo Sociale nazionale ridotto di circa l’80% dal Governo Berlusconi e così lasciato anche da quello Monti.

«La questione per noi – conclude Pasquale Calemme – non riguarda solo le risorse per il welfare ma anche la ripresa di una centralità delle politiche sociali e dei soggetti del terzo settore. Tutte le questioni non si possono risolvere se non attraverso la ripresa del dialogo. L’auspicio è che il tavolo che sarà organizzato dalla Prefettura possa essere l’inizio di una nuova stagione di confronto e di lavoro comune, in merito alle politiche sociali nella loro globalità».


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di Redazione
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