Politica / Regione

Commenta Stampa

Il Centro destra riconquista il Lazio dopo 5 anni

Polverini: "Abbiamo vinto"


Polverini: 'Abbiamo vinto'
30/03/2010, 00:03

ROMA – «Polverini presidente, polverini presidente» gridano da piazza del Popolo. «Finalmente ho pianto» ha scherzato tra le lacrime. Poi sorridendo Polverini ha mostrato un portafortuna alla piazza, un cornetto rosso. E sempre in piedi dal gazebo Polverini ha alzato le dita in segno di vittoria. «Credo che tutto ciò dimostri che i miracoli esistono, quando la gente vuole tutto e possibile». Così la candidata del centrodestra alla Regione Lazio, Renata Polverini, ha espresso la sua felicità per i risultati ottenuti nonostante non siano ancora definitivi. Polverini, giunta a piazza del Popolo ha intonato una strofa della canzone di Lucio Battisti 'Io vorrei, non vorrei, ma se vuoì e ha ringraziato tutti i presenti. Dopo l'arrivo di ministri, appartenenti al Pdl e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Polverini ha aggiunto che «se io sono qui è perchè la democrazia ha prevalso su tutto; non si può andare contro la volontà popolare, nessuno sfida la volontà popolare». Poi, ha scherzato, «e adesso vi farò un bel discorso su tutti i 60 punti del mio programma. Lo volete vero?».
La Polverini vince grazie al voto nelle quattro province esterne (54-45 a Viterbo, 56-43 a Rieti, 60-39 a Frosinone, 63-36). A Roma 52 a 47 per Emma Bonino.
Soddisfatto a metà probabilmente Pier Ferdinando Casini che potrà far valere con il Pdl il suo ruolo 'determinantè nella vittoria della Polverini, ma che ha fallito in qualche modo la prova d'amore con il Pd di Bersani convinto che l'alleanza con l'Udc sarebbe stata vincente per il Piemonte. Per contro, Antonio Di Pietro, che si è rafforzato elettoralmente (è passato dall'1,5 delle regionali 2005 al quasi 8 di oggi) e ha potuto presentarsi a testa alta di fronte al Pd, come forza politica 'determinantè e di cui i democratici non possono fare a meno in vista della costruzione di una forza alternativa di governo. Unica consolazione per il Pd, la non esaltante prova elettorale del Pdl che scende al suo minimo storico attestandosi al 26,7% (alle precedenti regionali 31,4, alle politiche 2009 32,3). Anche il partito di Bersani, però non è certo schizzato verso l'alto: si attesta al 25,9 (32,4 alle precedenti regionali, 26,6 alle ultime politiche). Stazionario l'Udc che ottiene il 5,8, mentre l'Idv è al 6,9 (1,5 precedenti regionali, 7,8 alle politiche 2009. La Lega, come si è detto è salita al 12,7 (5,7 alle precedenti regionali, 11,3 alle politiche).

Commenta Stampa
di Mario Aurilia
Riproduzione riservata ©