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Si rischia la resa dei conti all'interno del partito

Polverini: O superiamo lo scoglio o siamo come la Concordia

Le dimissioni di Battistoni? Solo una questione rinviata

Polverini: O superiamo lo scoglio o siamo come la Concordia
17/09/2012, 17:15

ROMA - Rischiano di volare gli stracci tra il Pdl romano e il governatore regionale Renata Polverini. Al centro della questione, lo scandalo delle spese fatte dal tesoriere del partito Franco Fiorito. La Polverini nei giorni scorsi ha chiesto che venisse fatta pulizia all'interno del partito, chiedendo quindi le teste di Fiorito e del capogruppo Francesco Battistoni. 
Ma il Pdl pare abbia deciso di rispondere di no: Battistoni resta. Nè bastano alla Polverini le condizioni del Pdl: nessuna epurazione in cambio della garanzia al presidente della Regione dell'appoggio politico alla "drastica riduzione dei tagli". E infatti il governatore è stato chiaro, parlando con i suoi assessori: "Vedo che le richieste che ho avanzato continuano a non essere soddisfatte. Se la situazione non cambia io mi dimetto". 
Dall'esterno della maggioranza, altre voci chiedono le dimissioni della Polverini. Come Francesco Storace, leader della Destra. che oggi ha twittato in proposito: "Non ci si illuda che passando la nottata, in Regione i problemi siano risolti. Oggi ci deve essere una alternativa: chiarezza o scioglimento". E successivamente: "Dopo la lettura dei giornali, e aver visto le manovre che il Pdl e anche l'opposizione sta mettendo in campo consiglierò al presidente Polverini di dimettersi. Non resta altro da fare". 
Altrettanto drastica Sel che ha emesso un comunicato stampa a firma tra gli altri del proprio capogruppo regionale Luigi Nieri: "In considerazione dei gravissimi fatti emersi in questi giorni, riteniamo questa legislatura ormai al capolinea. Dalla seduta straordinaria del Consiglio regionale di oggi, dunque, ci attendiamo un segnale inequivocabile, ossia le dimissioni della Presidente Polverini. L'inaffidabilità del principale partito della maggioranza è sotto gli occhi di tutti ed è ormai evidente il fallimento di questo governo regionale. Così non si può andare avanti. Siamo alla guerra fra bande e la maggioranza non sembra in grado di attuare quei necessari interventi per la riduzione dei costi del Consiglio regionale e per ridare dignità alle istituzioni regionali. Per questo, al fine di accelerare un processo che ormai riteniamo irreversibile, siamo pronti a dimetterci da tutte le cariche nelle Commissioni, a partire dalla Commissione Sicurezza, Integrazione Sociale e Lotta alla Criminalità. Il discredito gettato sulla Regione Lazio non consente più lo svolgimento della normale attività istituzionale". E la decisione di dimettersi da tutte le commissioni era stata annunciata ieri anche dal Pd.

AGGIORNAMENTO ORE 17:15 DI EMANUELE DE LUCIA
Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha usato una metafora per descrivere la gravità dei fatti: "O superiamo questo scoglio o siamo come la Concordia e ci sfracelliamo". Lo ha detto durante il consiglio regionale in cui non ha escluso l'ipotesi delle dimissioni, ma le ha estese: "La mia strada è questa. O va avanti o finisce. Se qualcuno pensa di usarmi per procrastinare la situazione, ha capito male. O si supera o si va a casa oggi. Io non mi voglio vergognare di uscire di casa. Voglio guardare la gente in faccia. Nel tritarifiuti dove qualcuno mi vuole portare non ci sto. O ce ne andiamo tutti a casa. Non accetto tentativi di rinvio, nessuno giocherà la propria partita politica personale sulla mia faccia. Non tutti abbiamo sbagliato allo stesso modo. Ma siamo disponibili a dare l'esempio. L'antipolitica siamo noi se non cambiamo. Non dobbiamo continuare a pensare che la battaglia è tra la giunta e il consiglio. L'istituzione è una sola, o c'è consapevolezza di questo nel rispetto di maggioranza e opposizione o non ce ne è per nessuno".
La governatrice ha chiesto ai consiglieri un atto di coraggio, ha utilizzato la propria recente storia personale per descrivere una situazione ormai intollerabile: "Non ho nessuna intenzione di fare un passo indietro. Stasera, stanotte, domani, che la seduta duri quanto vogliano i consiglieri. O siamo convinti che abbiamo voltato pagina oppure da qui usciamo convinti che siamo ex rappresentanti dell'istituzione, io per prima. I tumori che stanno qua dentro come nella mia gola vanno estirpati, oggi. Non intendo nella maniera più assoluta mantenere questa regione nello stress comunicativo che non permette di dire cosa faremo di buono". Dopo lo scontro interno al Pdl per le inchieste sull'ex capogruppo Franco Fiorito, indagato per peculato dalla Procura di Roma, la Polverini ha sentito il bisogno di chiedere scusa ai suoi elettori e non solo: "Chiedo scusa ai cittadini del Lazio e del nostro paese perché lo sconcerto per quanto accaduto è arrivato oltre i confini. Voglio chiedere scusa a tutte le istituzioni perché con il nostro comportamento rischiamo di far perdere credibilità. Voglio chiedere scusa ai colleghi delle altre Regioni, dove spero non ci siano comportamenti analoghi. Voglio chiedere scusa alla politica onesta". Intanto la permanenza del consiglio regionale in carica è legato anche al ruolo di capogruppo del Pdl oggi occupato da Francesco Battistoni. Delle sue dimissioni non si è parlato oggi nella riunione del gruppo del Pdl, ma pare che sia solo una questione rinviata. Infatti in aula non parlerà Battistoni, ma la presidente della Commissione Trasporti Chiara Colosimo.

 

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di Antonio Rispoli
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