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Alemanno:"Non è materia di competenza regionale"

Polverini:"Favorevole ai Pacs" ma il Pdl la "bacchetta"


Polverini:'Favorevole ai Pacs' ma il Pdl la 'bacchetta'
01/02/2010, 21:02

ROMA - Continua a far parlare di sè la candidata al governo della regione Lazio per il Pdl Renata Polverini.
Sul suo blog personale scrive infatti:"Sono favorevole a regolamentare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie B. Allo stesso tempo, sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio".
Difficile pensare ad una "ingenuità" della navigata militante; soprattutto se si considera l'argomento decisamente pungente ed il partito per il quale è candidata. Prevedibilissime sono state infatti le reazioni di Francesco Storace e Gianni Alemanno. Entranbi hanno da subito lasciato trasparire il loro disappunto; ricordando alla Polverini che, il tema ricollegato all'approvazione dei diritti civili per le coppie di fatto, "non si trova assolutamente nel programma". In particolare il sindaco di Roma ha precisato che "Queste sono materie che non competono ne' alla Regione ne' al Comune, ma al Governo. Penso sia inutile discuterne all'interno del programma regionale, e' un tema che va affidato al lavoro del Parlamento".
Come da copione, arriva la frecciatina del coordinatore per l'Idv del comitato elettorale di Emma Bonino Stefano Pedica:"
Ma la Polverini sa di essere candidata con il Pdl?".
Un po' più imprevedibile appare invece il fatto che, proprio in contemporanea alla bagarre scatenata dal blog della candidata governatrice, arrivi un'iniziativa (decisamente discutibile) di alcuni cittadini della undicesima municipalità. La zona San Paolo e la Garbatella, infatti, sono piene fin dalla prima mattinata di manifesti targati Popolo della libertà che recitano testualmente:""Respinto il registro delle unioni civili: vince la famiglia, quella vera".
Mai come in questo caso cascherebbe a fagiuolo una citazione di finiana memoria che parlava di "comiche finali". Peccato che ora le comiche debbano a quanto pare ancora iniziare e che, la premessa, più che grasse risate, prometta magre figure.
Riguardo l'iniziativa dei manifesti pro "famiglia vera", poi, c'è stata subito la decisa reazione delle comunità omosessuali di Roma. La prima a farsi sentire tramite il suo presidente Fabrizio Marrazzo è stata l'Arcigay:"Riempire di manifesti un intero quartiere - ha detto infatti Marrazzo - per inneggiare alla bocciatura del registro delle unioni civili, è un atto di poca civiltà, in quanto offrire tutele alle coppie di fatto, e quindi anche a quelle lesbiche e gay, non sottrae diritti a nessuno".
"E' davvero spiacevole constatare - conclude poi su "La Repubblica" - che un partito politico porti avanti una campagna di questo tipo in modo così ideologico, senza porre la questione dal punto di vista dei bisogni dei cittadini, che non sono nè di destra, né di sinistra. Così come è davvero triste constatare che nessuna forza politica può attribuirsi la paternità della bocciatura del registro delle unioni civili, perché, nella nostra città, nessun partito ha saputo elaborare una proposta all'altezza delle esigenze".
In effetti c'è tanto di ideologico e molto poco di logico in certe battaglie contro proposto da un certa destra e strumentalizzate da una certa sinistra. Oramai un po' tutti se ne accorgono anche se, nel 2010, c'è evidentemente ancora più di qualcuno che crede che regolamentare le unioni di fatto significhi automaticamente distruggere la cosiddetta "famiglia vera".

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di Germano Milite
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