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La governatrice nominata commissario alla Sanità

Polverini:"Vi libererò dalle liste d'attesa"


Polverini:'Vi libererò dalle liste d'attesa'
24/04/2010, 12:04

ROMA - Esattamente come in Campania, anche nel Lazio il duro scontro tra Fini e Berlusconi ha causato non pochi imbarazzi alla neo eletta amministrazione di centrodestra. Anche nella regione di Renata Polverini, infatti, bisogna muoversi con estrema cautela (o magari non muoversi proprio) per stabilire qual è il reale peso dei "ribelli" finiani. Altra affinità che lega la presidente del Lazio con il governatore campano Stefano Caldoro è poi la nomina a commissario straordinario alla Sanità.
Anche la Polverini, in ultimo, ha un bilancio disastroso con cui fare i conti ed un'agenda di lavori per il rimpinguamento del deficit assolutamente poco inviabile della propria regione. Il primo punto dell'ex leader Ugl appare comunque chiaro:"Stiamo già lavorando - ha dichiarato infatti la governatrice -. C'era un programma elettorale che parlava di tante questioni e sicuramente uno dei primi interventi che metteremo in campo sarà lo strumento per eliminare le liste di attesa, cercando modalità diverse ma possibili". E in che modo più precisamente?"Ci sarà l'accorpamento delle Asl - ha spiegato - e tutto ciò di cui abbiamo parlato in campagna elettorale per rendere ai cittadini un servizio efficiente e soprattutto facilmente accessibile. Sul ticket ai disabili, avevo detto che l'avrei eliminato e adesso stiamo valutando come fare dal punto di vista tecnico".
Subito dopo aver posato una corona d'alloro al saccello del Milite ignoto per ricordare le vittime delle fosse Ardeatine, la Polverini ha poi detto di confidare in una collaborazione trasversale di tutte le istituzioni locali per aiutare la regione a rimettersi in sesto. Il discorso pare essere stato apprezzato dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che ha infatti osservato:""lo scontro politico tra maggioranza e opposizione avverrà in consiglio regionale, le istituzioni invece debbono trovare il bandolo della matassa e collaborare. Da parte nostra, pancia a terra per aiutare a risolvere i problemi dei cittadini".
Tornando al tema della formazione della giunta, la presidente del Lazio ha poi spiegato che:"E' questione di poco, abbiamo i tempi contingentati. Avevo detto che avrei preso il tempo giusto, ma ieri ho ritenuto di non occuparmi di questo perché bisogna sempre avere davanti le priorità. I dirigenti del Pdl del Lazio erano impegnati nella direzione del partito e quindi abbiamo fatto una giornata di pausa ma da oggi pomeriggio ricominciamo". A chi gli ha chiesto se esiste il timore di possibili e gravi conseguenze sulla formazione della "squadra" a causa della bagarre tra il presidente della Camera ed il presidente del Consiglio, la Polverini ha risposto così:"Non ci saranno conseguenze. Nel giro di poco ci sarà una giunta capace di rispondere alle aspettative di questa Regione".
Ma l'ostentato positivismo della Polverini lascia sicuramente trapelare preoccupazioni che non possono essere assenti e che trovano fondamento in nomi e realtà concrete. Basta infatti pensare ad Andrea Augello; sottosegretario alla Funzione pubblica nonchè coordinatore della campagna elettorale di Renata Polverini. Augello, però, è tra i "finiani" che hanno votato con un secco e deciso no al documento conclusivo redatto ieri dopo la convulsa assemblea nazionale dei vertici del Popolo della libertà. Del resto non occorre nemmeno ricordare quanto la stessa neo eletta governatrice sia considerata una donna decisamente vicina a Fini. Se a ciò si aggiunge che Berlusconi non tollererà riequilibri in giunta che alzino anche solo dello 0,1% l'influenza degli ex an, si intuisce in quale intricatissima situazione si trova al momento la Polverini.
Del resto, a confermare i dubbi riguardo un clima di elevatissima tensione, ci sono le sue stesse ultime dichiarazioni:"Tutte le persone di buonsenso devono essere preoccupate. Un grande partito che si è diviso anche in maniera molto plateale non può che destare preoccupazione... io però alla fine - ha concluso - per quel poco che ho potuto sentire anche stamani, credo che ci siano già grandi diplomazie al lavoro per tentare una ricucitura che tutti auspichiamo".

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di Germano Milite
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