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Ancora ignoto il mittente del documento

Pompei: contro il sindaco D’Alessio, manifesto diffamatorio


Pompei: contro il sindaco D’Alessio, manifesto diffamatorio
21/06/2010, 18:06

POMPEI - Sta creando fastidi a Pompei un manifesto con accuse molto esplicite nei confronti della maggioranza politica ed in particolare del suo Sindaco Claudio D’Alessio. Imbarazzo che si riscontra non solo nel suo contenuto diffamatorio, nel quale il primo cittadino viene definito a capo di un cricca, ma anche perché manca un mittente effettivo. Infatti anche se lo scomodo Pampleht reca in alto il simbolo del Pdl, i consiglieri cittadini del popolo delle libertà Michele Genovese e Luigi Ametrano si sono affrettati a smentirne la paternità. Si tratta dunque, di un giallo nel giallo. Al centro delle accuse il confronto che viene fatto tra il sistema dell’immobiliarista  Anemone e quello della giunta che governa a Palazzo De Fusco: si parla di case, di attici, di favori  e del  coinvolgimento di imprenditori interessati all'affare ex ATI – CARTA l’azienda cartiera occupata dai suoi dipendenti in segno di protesta. Al centro del proclama la richiesta di far luce su questi interrogativi puntando l’attenzione sul fatto che la commissione di accesso non ha ancora concluso i suoi lavori ma che abbia perfino chiesto una proroga 60 giorni. Non mancano i riferimenti alla vicenda in cui D’Alessio fu sorpreso dalla forze dell’ordine al banchetto nuziale del nipote di Carmine Alfieri, noto boss della camorra, ed in compagni di persone affiliate al clan camorristico Tamarisco - Cavalieri- Gionta operante nella zona di Torre Annunziata. Si chiede, insomma, agli organi preposti di scoprire se la Camorra è attiva nel comune che ospita gli scavi. Il manifesto, intanto, sarà oggetto di un’inchiesta giudiziaria e con molta probabilità sarà acquisito dalle forze dell’ordine per scoprire chi l’ha commissionato.

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di Simona Buonaura
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