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Porfidia: "Scuola, difendere lavoro per una società migliore"


Porfidia: 'Scuola, difendere lavoro per una società migliore'
08/09/2009, 11:09


"Compito della buona politica è oggi difendere il lavoro in ogni sua forma e nel campo scolastico in particolare porsi a sostegno della scuola pubblica” lo dichiara l’on. Americo Porfidia che aggiunge “A seguito del decreto Gelmini si è venuta a creare una situazione drammatica che riguarda l’assetto generale delle nostre istituzioni scolastiche e in particolare per la sorte di migliaia di precari della scuola, che con l’avvio del nuovo anno hanno perso il loro impiego. I tagli previsti dal governo si stanno traducendo di fatto in una serie di conseguenze che non lasciano ben sperare per il futuro della nostra scuola e che preoccupa molto per la sorte dei precari di Napoli e Caserta. La riduzione del numero delle sedi scolastiche – continua il deputato campano - accompagnata all’aumento dei numeri massimi di alunni per classe produrrà classi sempre più numerose a discapito della didattica. La riduzione oraria del funzionamento delle scuole, in molti casi al solo orario del mattino, con la parallela cancellazione dei modelli didattici di qualità, come tempi pieni e moduli e l’eliminazione di moltissime figure professionali ATA che oggi garantiscono il funzionamento amministrativo e tecnico delle scuole nonché servizi di vigilanza, assistenza e supporto alla didattica vede migliaia di posti di lavoro cancellati. Quello che lascia sgomenti e indignati - specifica l’on. Porfidia – è che questi provvedimenti, come altri a loro affini sono spacciati dal governo come utili alla riqualificazione della scuola pubblica, tesi solo a combattere sprechi e malfunzionamenti in vista di una gestione razionale e ottimizzata delle risorse complessive, mentre ci troviamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla scuola pubblica in qualità di asse centrale di uno Stato che si fregi ancora di questo nome. Il vero obiettivo dell’attuale governo è il suo smantellamento, o comunque una sua progressiva dequalificazione. Non è difficile comprendere come andando avanti su questo indirizzo l’istruzione diverrà sempre più un lusso e non un bene pubblico garantito a tutti, ricchi e poveri, e pian piano ci ritroveremo con un insegnamento universitario appannaggio dei soli benestanti. Ed ecco che accanto alla lotta per difendere il lavoro dei precari della scuola ci troviamo a combattere anche per un modello di società diverso da quello che ci vuole imporre questo governo. Noi vogliamo invece una società che nella sua declinazione scolastica sia aperta a tutti, che sia in grado di valorizzare le intelligenze di tutti, che dia possibilità di crescita e sviluppo intellettuale ai nostri giovani, anche a quelli che provengono da famiglie meno abbienti, che non sarebbero in grado di garantire un futuro di studio ai propri figli. Noi vogliamo un governo che ridia dignità all’insegnamento, che riponga nella scuola le sue energie migliori per garantire agli insegnanti il giusto rispetto e agli allievi il giusto livello d’istruzione, degno di una società moderna e avanzata com’è quella in cui viviamo. Difendere la scuola pubblica – conclude l’on. Porfidia - di fronte all’attacco indiscriminato dei valori dell’economia liberista è una battaglia di civiltà nella quale siamo chiamati ad impegnarci per il bene di tutto il paese”

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di Redazione
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