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Collaboratori parlamentari in nero: il problema c’è

Portaborse, arriva la “leggina” che li tutela

Prevederà un contratto unico che valga per tutti

Portaborse, arriva la “leggina” che li tutela
16/03/2012, 09:03

ROMA – Buone notizie in arrivo per i collaboratori dei parlamentari, i meglio noti portaborse, finiti negli ultimi tempi al centro di un acceso dibattito politico. La commissione Lavoro di Montecitorio metterà a punto una “leggina” ad hoc, il cui obiettivo sarà quello di tutelare lo statuto dei collaboratori stessi, disciplinandone anche l’inquadramento contrattuale.  Negli ultimi tempi si è parlato spesso di portaborse, puntando soprattutto l’attenzione sul fatto che in molti svolgano il loro lavoro in nero  e senza il riconoscimento di alcuna tutela.
La “leggina” che Montecitorio ha fatto sapere di voler scrivere dovrebbe stabilire l’assegnazione di un collaboratore per ogni singolo parlamentare e un contratto unanime che valga per tutti. L’annuncio, che arriva nel giorno in cui la Camera dei deputati ha concesso il via libera al sistema contributivo pro rata della riforma del ministro Fornero, è stato dato dal questore Gabriele Albonetti  del Pd: in una video chat su Corriere.it sui costi della politica, Albonetti ha fornite alcune cifre. A fronte di 630 deputati risulterebbero solo 240 i collaboratori registrati. “Non bisogna fissarsi sui numeri - ha spiegato Albonetti  - perché nessuno esclude che i parlamentari abbiano dei collaboratori anche nelle città di provenienza. Il problema però esiste”.
Partendo da questi presupposti, è arrivato l’impegno affinchè le Commissioni producano una “leggina” sui collaboratori parlamentari in modo che, dalla prossima legislatura, tutti avranno un collaboratore con un contratto, sulla base di una legge, e non sarà possibile alcun tipo di sfruttamento.

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di Antonio Formisano
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