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Gentiloni: "Vada a fare il leader di Idv"

Porte in faccia a Grillo, “Mi hanno lanciato una fatwa”


Porte in faccia a Grillo, “Mi hanno lanciato una fatwa”
15/07/2009, 20:07

Dopo l’arrivo del “no” ufficiale alla candidatura, Beppe Grillo fa sapere, utilizzando il suo blog, che non ha nessuna intenzione di fare dietro front: prenderà la tessera a Nervi, dove è residente, e vuole aggiungere il proprio nome a quelli di Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino per la corsa alla segreteria del Partito Democratico.
I vertici del partito si erano già espressi contro la candidatura del comico genovese (eccezione fatta per Marino), ma le repliche di Grillo hanno dato modo a nuovi battibecchi. Bersani resta sul piede di guerra: “Non si entra da noi per insultarci”. Nemmeno nel circolo democratico di Quinto-Nervi-Sant’Ilario, dove grillo dovrebbe iscriversi, si registrano pareri favorevoli: domani saranno chiusi e il comico non è certo il benvenuto, a prescindere dall’appoggio alla corsa congressuale arrivato dal presidente della Regione, Claudio Burlando.
Dalle pagine del suo seguitissimo blog, Grillo afferma, riferendosi alla querelle col Pd, che “loro sono alla frutta, ma io il 25 ottobre ci sarò sotto forma fisica o di ologramma”.
"Il Partito Democratico, - incalza Grillo in un lungo post, - non è un partito politico, è un Partito Burocratico. Non hanno un programma. Io ho visto quelli che si stanno candidando. Come si fa a votare Franceschini. Chi è Franceschini? Un programma? Non ce l'hanno. L'unico che ha un programma di questi candidati alla segreteria, sono io, che sono un comico". Dopo altre critiche verso D’Alema, Fassino, Bassolino e Carra, Grillo conclude: “Io non sono stato tesserato, non sono degno, non posso candidarmi con un programma a segretario. Lo ha deciso una commissione. Chi ha eletto questa commissione? Chi ne fa parte? Chiedetelo al segretario Giampiero Sestini”. Di seguito, la pubblicazione dell’indirizzo mail di Sestini.
Ignazio Marino, commentando la decisione di Grillo di scendere in politica e la risposta del partito, sceglie la via diplomatica. “Avendo vissuto negli Usa ritengo che all’inizio delle primarie possono partecipare tutti quelli che vogliono purché rispettino le regole e abbiano i requisiti, - afferma a Red tv, - dire subito a Grillo “tu non puoi partecipare” è sbagliato. Se poi ci sono elementi per non avere i requisiti, quello è un altro discorso”.
Paolo Gentiloni, intervistato a Faccia a faccia Radiotre, commenta che “Grillo ha diritto di fare politica se ne ha voglia, non capisco perché pensa al Pd che è lontano mille miglia dalle sue idee”. Spiegando il secco “no” del comitato dei garanti, Gentiloni ha detto che “Grillo si è dimostrato nettamente ostile al Pd. Se vuole impegnarsi in politica ha già un partito in cui si identifica, come ha pubblicamente detto, cioè l’Idv. Facesse il segretario con Idv”.
Decisamente contro la candidatura di Grillo anche Massimo Cacciari, che parla di una manovra del tutto deleteria per il Pd. “Una mossa per sputtanare il partito mentre sta per fare un salto di qualità, - dichiara senza mezzi termini il sindaco di Venezia in una intervista al Gazzettino, - è la manovra di un uomo di spettacolo che con questa provocazione mira a buttare in vacca il clima politico generale e quello del Pd in particolare”. Ma Cacciari critica, oltre alla discesa in campo del comico, anche la risposta del Partito: “Non bisogna cadere nella provocazione, non bisogna demonizzarlo o farne un argomento di discussione politica”.
Antonio Di Pietro, indicato nei giorni scorsi come la mente che si cela dietro l’intenzione di candidarsi di Grillo, prende le difese del comico genovese dopo la risposta del Pd. “Hanno detto che fa parte di un movimento che ci critica, - ha spiegato Di Pietro, - allora viene respinto tutto il movimento. C’è un riconoscimento formale di cui nessuno parla e i cui rappresentanti vengono esclusi ma è un popolo che c’è e già partecipa alle elezioni locali”. “Noi dell’Italia dei Valori, - conclude il leader, - dobbiamo sopperire ad un partito chiuso in un bunker e che non vede il paese reale”.

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di Nico Falco
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