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Portuense, Paris: "l’incredibile storia del cavalcavia ferroviario"


Portuense, Paris: 'l’incredibile storia del cavalcavia ferroviario'
09/04/2013, 12:36

 

 

“Per i lavori di ampliamento della via Portuense, sotto al cavalcavia già allargato dalle Ferrovie, siamo di nuovo alla sparizione dei fondi, già assegnati, scomparsi, ritrovati e ora di nuovo persi nel nulla. 

Sono davvero sconcertato  per come Roma Capitale sta trattando le innumerevoli emergenze del Municipio XV. Gli atteggiamenti a dir poco dilatori, ormai, sembrano essere figli di un’assurda e ottusa  ostilità.

Al momento di iniziare l’opera, il Campidoglio ha bloccato ancora una volta  le risorse necessarie impedendo al Municipio di avviare la fase conclusiva dell’intervento che alleggerirebbe il traffico dell’intero quadrante.

Il paradosso consiste nel fatto che il ponte già da tempo è largo ma la strada sottostante è agibile solo a metà. Questo  costringe  in un imbuto il flusso veicolare con  conseguenti ingorghi che si ripercuotono su tutta l’area circostante. C’è da considerare che senza il balletto dei fondi, i cittadini avrebbero potuto fruire dell’opera già da oltre un anno, in quanto il Municipio ha più volte approntato tutto il possibile. 

Con il ponte sulla Portuense,  rischiamo una nuova cattedrale nel deserto quando per il completamento dell’opera bastano circa 650.000 euro,  a fronte degli oltre tre milioni spesi per realizzare la nuova arcata.

Come  Presidente di questo Municipio ho l’obbligo di avvertire i cittadini delle responsabilità del Campidoglio. Occorre riflettere sul disagio, inascoltato e disprezzato, sullo spreco di risorse  e  sulla mortificazione di un territorio che non vede alcun sostegno nemmeno per le esigenze fondamentali.  

Si tratta di un’ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno,  dell’inerzia dell’amministrazione comunale che,  sembra quasi per dispetto, non riesce a sbloccare  mai nulla per il Municipio XV. Questa considerazione è avvalorata anche dalla grave vicenda del Plesso Sciascia. Come se i cittadini romani non siano tutti uguali ma considerati in base al colore politico del loro Municipio”.

 

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di Redazione
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