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Anche la Lega vuole che Tremonti apra i cordoni della borsa

Pranzo tra Bossi e Berlusconi. Si parla di fisco e poltrone


Pranzo tra Bossi e Berlusconi. Si parla di fisco e poltrone
06/06/2011, 10:06

MILANO - Non sarà un pranzo tranquillo, quello che vedrà oggi Berlusconi e i suoi da una parte e Bossi e i dirigenti leghisti dall'altra. Gli argomenti da discutere sono molti, ma riducibili a due punti chiave.
Il primo sono le poltrone, ma quello è il più semplice da risolvere. Per la Giustizia si parla del capogruppo Pdl Maurizio Lupi, o anche dell'attuale Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, con Lupi all'Istruzione. Ma SIlvio Berlusconi non intende impiccarsi per questo: anche un leghista affidabile - si fa il nome di Roberto Castelli, un ritorno, dunque - andrebbe bene.
Il punto fondamentale è il secondo: le tasse. L'imprenditoria del nord vuole il ritorno ai contributi statali e all'assenza di controlli fiscali; e le norme approvate di recente - che limitano pesantemente i controlli della finanza - non bastano. Ma questo significa allargare i cordoni della borsa; il che è esattamente ciò che Tremonti non vuole fare per ora. Il perchè è ovvio: dopo lo sfacelo nei conti pubblici creato dal governo Berlusconi tra il 2001 e il 2006 e l'aumento del deficit di 60 miliardi creati nei primi 18 mesi dell'attuale governo, l'Europa è col fucile puntato: se appena appena l'Italia desse segni di cedimento, le agenzie di rating farebbero sprofondare i titoli italiani e scatterebbe l'attacco finanziario all'Italia. E niente illusioni: non c'è fondo di salvezza, per il nostro Paese, come è stato per la Grecia. Non per cattiveria, ma semplicemente nessuno può tirare fuori i 1000-1500 miliardi che servirebbero a tirarci su, in caso di crisi.
D'altronde però la Lega vuole riconquistare il voto, e l'unica soluzione è quella di disseminare altri euro a pioggia sul nord. Il federalismo è troppo lontano e comincerà ad avere i suoi effetti non prima del 2013, troppo tardi per le prossime elezioni. Berlusconi, dal canto suo, ha bisogno di presentare un taglio fiscale di qualche tipo, nella speranza di recuperare quel consenso perso. In mezzo il Ministro delle Finanze: assolutamente incapace nel preparare una manovra finanziaria che esamini e tagli gli sprechi, data la sua assoluta impreparazione in economia; ma contemporaneamente nella situazione di non poter allargare i cordoni della borsa, senza far finire l'Italia in un disastro e di poter praticare le uniche politiche di cui è capace, cioè quelle applicate finora, come il taglio al welfare, taglio ai servizi essenziali, licenziamenti. e così via. Ma sono politiche che bloccano ulteriormente la crescita economica, aumentano la povertà e bloccano i consumi, E quindi, man mano che taglia le spese, riduce anche la possibilità per lo Stato di aumentare le tasse. L'unica cosa intelligente sarebbe sostituire Tremonti con una persona capace in economia, per fare quei tagli mirati agli sprechi. Ma dove trovare una persona di questo genere? Nel Pdl non ce n'è; nella Lega nemmeno.

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di Antonio Rispoli
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