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PREMIER A CGIL: SCIOPERO E' ERRORE. DA GENNAIO GIU' BOLLETTE


PREMIER A CGIL: SCIOPERO E' ERRORE. DA GENNAIO GIU' BOLLETTE
25/11/2008, 21:11

Lo sciopero annunciato dalla Cgil per il 12 dicembre "é un errore", tuttavia "dai miei interlocutori di ieri ho avuto risposte positive, ho segnato degli appunti prendendo in considerazione i suggerimenti e spiegando che ci saranno aiuti per le imprese e le famiglie". All'indomani del lungo confronto con le parti sociali sul pacchetto di misure anti-crisi, Silvio Berlusconi misura le parole per definire l'atteggiamento del più grande sindacato italiano, attento a non spezzare il filo del dialogo. Intervenendo all'assemblea degli industriali di Roma, il presidente del Consiglio ribadisce che la ricetta contro la crisi è mantenere immutati i consumi, contestualmente evita di allargare il solco che divide il governo dall'organizzazione guidata da Guglielmo Epifani. Parlando davanti alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il premier indica in 16,6 miliardi le risorse che il Cipe di venerdì destinerà agli investimenti in infrastrutture, una delle misure per uscire dalla crisi; ma aggiunge che anche questi sforzi del governo "non sono risolutivi", senza un "clima generale di ottimismo". Quella di Berlusconi è un'esortazione generale a non farsi prendere dal panico: "L'ottimismo, il coraggio, la volontà e la speranza - sottolinea aprendo il suo discorso - possono farci uscire e in fretta dalla crisi che domina da alcune settimane: se tutti mettessimo in campo lo stesso ottimismo, potremmo guardare con più sicurezza al futuro che ci aspetta". Il governo è pronto a fare la sua parte. Grazie alle scelte compiute, ribadisce Berlusconi, l'Italia si trova in una situazione migliore di altre realtà sul piano internazionale: "Abbiamo sufficienti ragioni per essere più ottimisti rispetto ad altri Paesi. Siamo stati i primi a lanciare messaggi rassicuranti agli italiani. Il nostro sistema bancario è più saldo di quello di altri Paesi europei. Da noi nessuno ha chiesto l'intervento dello Stato. Anzi, se in America avessero preso prima le misure assunte da noi avrebbero evitato il fallimento della Lehman Brothers e di altre banche". Ma il chiodo fisso del Cavaliere, il tasto su cui batte con insistenza è lanciare un messaggio di serenità alle famiglie: "Tutte le misure a favore delle imprese e delle famiglie da parte del governo non potranno risolvere la situazione: il segreto contro la crisi sta tutto nel creare un'atmosfera, nel mantenere gli stili di vita di prima e gli stessi livelli di consumo. Se non si mantiene la stessa volontà di consumare e i cittadini verranno presi dalla paura, e contraggono le loro spese, le imprese entrano in difficoltà e ci si avvita nella crisi. Con il nostro ottimismo sapremo portare fuori il Paese da questa congiuntura".

SCAJOLA: GIU' BOLLETTE DA GENNAIO

"Dal prossimo gennaio, con la revisione trimestrale, le bollette dell'elettricità e del gas diminuiranno rispettivamente del 4% e dell'1%, con riduzioni che saranno ancor più significative in aprile e giugno". E' quanto si legge in una nota del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola.

"Il ribasso dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime, che sta facendo calare i prezzi al consumo rappresenta un sollievo per i consumatori in queste difficili settimane", ha sottolineato il ministro Scajola, ricordando che, oltre al calo delle bollette di luce e gas, "da febbraio, infine, entreranno in vigore i bonus per il gas e l'elettricità con sconti per 800 milioni di euro complessivi, per le famiglie numerose e a basso reddito". In particolare, i bonus, che saranno retroattivi dal primo gennaio 2008, comporteranno una riduzione della bolletta della luce del 15-16% e del gas del 10% (per la diversa incidenza dell'imposizione fiscale). Una coppia con un figlio a carico e con un reddito di circa 23.000 euro l'anno potrà ottenere dal prossimo marzo un bonus di circa 450 euro tra elettricità e gas per il biennio 2008-2009. Una famiglia con 4 o più figli potrà ottenere il bonus con un reddito fino a 64 mila euro.

SVANTAGGIOSO BLOCCO TARIFFE LUCE E GAS - Alla luce dell'andamento ribassista che stanno per intraprendere le bollette della luce e del gas, a seguito dei continui ribassi del prezzo del petrolio, "il blocco delle tariffe, per l'elettricità e il gas, sarebbe addirittura svantaggioso per i cittadini". E' quanto si legge in una nota del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola.

MINIMI DA 2006,CALO GREGGIO VALE 2500 EURO  -
Il prezzo della benzina torna ai minimi del gennaio 2006 e per le famiglie è in arrivo un 'bonus' da 2500 euro legato agli impatti positivi del calo del prezzo del greggio. E' quanto si legge in una nota del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che spiega come "per i soli consumi legati ai prodotti petroliferi, dal pieno di benzina al riscaldamento, fino alle bollette di luce e gas, nel 2009 si risparmieranno oltre 2500 euro in media a famiglia". Allo stesso tempo, "il calo dei prezzi del petrolio sta accentuando la riduzione dei prezzi dei prodotti energetici. La rilevazione settimanale di ieri sui carburanti ha registrato un ribasso di 4,5 cent per la benzina e 4,4 cent per il gasolio. Questo ha portato la benzina a 1,15 euro al litro e il gasolio a 1,14 euro, i valori più bassi dal gennaio 2006, con una riduzione del 30% rispetto ai valori dello scorso luglio".

CRISI: SARKOZY-MERKEL, PER MASTRICHT REGOLE PIU' FLESSIBILI

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, chiedono che le regole di Maastricht siano applicate "con flessibilità" per far fronte alla crisi finanziaria. La richiesta è in una "tribuna" pubblicata sui quotidiani Le Figaro e Frankfurter Allgemeine Zeitung in edicola domani.

La Merkel e Sarkozy si riferiscono in particolare a quei paesi di Eurolandia che probabilmente non riusciranno a mantenere l'obiettivo del 3% del rapporto deficit-Pil a causa di "circostanze straordinarie". Questo, sottolineano la Merkel e Sarkozy, non può essere evitato nelle circostanze attuali. I litigi sui criteri di deficit devono essere evitati durante la crisi, sottolineano i leader di Germania e Francia. "I contrasti sulle condizioni per l'apertura di procedure (di infrazione) per deficit (eccessivo) devono essere concluse rapidamente", hanno osservato la Merkel e Sarkozy, sottolineando che è urgente affrontare il risanamento delle finanze degli stati membri. "Stiamo vivendo la più grande crisi bancaria internazionale degli ultimi settanta anni - hanno proseguito -. Presumibilmente, la situazione economica sarà in parecchi stati europei così cattiva come non lo è da molto tempo. Questi paesi registreranno una crescita negativa nel prossimo futuro". Il Patto di stabilità e di crescita prevede per circostanze straordinarie "misure speciali", hanno ricordato la Merkel e Sarkozy, secondo i quali l'economia mondiale si stabilizzerà nel 2009 e poi potrà crescere di nuovo con più forza. "Tuttavia - hanno concluso - non è possibile contare" su questo scenario. "I mercati finanziari, nonostante il massiccio sostegno al settore bancario in tutti i nostri paesi, sono ancora in una situazione difficile". La cancelliera tedesca e il presidente francese, hanno invitato quindi "tutte le banche e gli istituti finanziari a utilizzare ampiamente l'aiuto offerto loro e continuare a sostenere l'economia con il credito".

OCSE: IN ITALIA RECESSIONE NEL 2009


di Domenico Conti

ROMA - "Recessione persistente" come non si vedeva dai primi anni '80. Rischio di deflazione per vari paesi industrializzati. Otto milioni di disoccupati in piu' nei prossimi due anni. E, per l'Italia, una recessione"profonda", in atto "dall'inizio del 2008" e "che si prevede duri per gran parte del 2009". E' il quadro a tinte fosche tratteggiato oggi dall'Economic Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), sui 30 paesi membri dopo il "blackout" dei mercati finanziari causato dal crollo di Lehman Brothers. Rispetto alle previsioni anticipate lo scorso 13 novembre l'Ocse ha limato ulteriormente le stime di crescita di Eurolandia (+1% nel 2008, -0,6% nel 2009 e nel 2010 +1,2%), contro rispettivamente +1,1%, -0,5% e +1,2% di appena due settimane fa. In Italia c'é una "recessione più ampia e profonda delle precedenti" - ha detto il capo economista dell'Ocse Klaus Schmidt-Hebbel - che, iniziata all'inizio dell'anno, "é probabile si trascini per gran parte del 2009" fra credito difficile e consumi in calo, e una disoccupazione in aumento per tutto il 2009 fino a tornare all'8% nel 2010, dal 6,2% del 2007. Nel complesso dei 30 paesi membri "le incertezze sono eccezionalmente elevate", premette nell'editoriale Schmidt-Hebbel, con molti paesi che "si trovano, o stanno per trovarsi, in una recessione durevole e con un'intensità che non si vedeva dall'inizio degli anni '80''. Per gli Usa si confermano le stime anticipate lo scorso 13 novembre: economica in crescita dell'1,4% quest'anno, poi in contrazione dello 0,9% il prossimo e di nuovo in crescita dell'1,6% nel 2010.

"La contrazione più forte dell'attività economica a fine anno si vedrà negli Stati Uniti" - si legge nell'Economic Outlook - che sono già in recessione e ci resteranno probabilmente per una buona metà del 2009. Il Giappone, dal canto suo, nel triennio 2008-2010 segnerà rispettivamente +0,5%, -0,1% e +0,6%, e rischia il ritorno della deflazione. E anche altri paesi "corrono il rischio, per quanto limitato" perché c'é la "preoccupante" possibilità che la debolezza dell'economia si ripercuota, come un serpente che si mangia la coda, sul settore finanziario. Un quadro che richiede misure forti secondo l'Ocse: le banche centrali devono muoversi contro il rischio di deflazione, e gli economisti guidati da Schmidt-Hebbel ipotizzano un ulteriore taglio di 50 punti basi che porti i tassi Fed allo 0,5% a inizio 2009, mentre la Bce, da cui i mercati si aspettano un taglio già la prossima settimana, dovrebbe tagliare di altri 125 punti base entro l'inizio del 2009. Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio esecutivo della Bce, ha però invitato alla cautela: "esaurire tutte le munizioni presto, quando non ci sono prove di uno shock deflazionistico, riduce i margini di manovra nel caso in cui si verifichino altri shock avversi". Ma a muoversi devono anche essere i governi, tagliando le tasse e aiutando le famiglie a basso reddito quando lo consentono i vincoli di bilancio. E anche l'Italia, "nonostante il suo indebitamento" - ha detto Schmidt-Hebbel - dovrebbe ricorrere agli stabilizzatori automatici, "a patto però che vi sia un forte impegno a tornare alla stabilità fiscale nel medio termine".

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di Fabrizio Pirone
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