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Presentati gli interventi in favore della filiera del castagno


Presentati gli interventi in favore della filiera del castagno
25/06/2011, 10:06

Quattro le linee di intervento immediato per combattere un insetto killer arrivato dalla Cina, Cinipide Galligeno che stà creando diversi problemi alla filiera della castagna.Gli interveti stabiliti dal Ministero, sono stati concordati con gli esponenti delle Regioni, delle Amministrazioni provinciali e comunali e delle Associazioni di categoria. Cosi è intervenuto il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura,Rosario Lopa, a margine dell’incontro romano del Tavolo di filiera frutta in guscio – sezione castagne. Sono state illustrate e discusse, ha sottolineato l’esponente dell’Agricoltura, le linee operative di intervento del Ministero per fronteggiare l’emergenza causata dal Cinipide del castagno. È stato comunicato lo stanziamento, immediatamente disponibile, della somma di 1 milione di euro per avviare azioni che si svilupperanno lungo quattro direttrici, con priorità per i primi due punti:1) La costituzione di aree di pre-moltiplicazione del Torymus sinensis, l’antagonista naturale del Drycosmus kuriphilus (il Cinipide galligeno del castagno). Sarà compito delle Regioni presentare progetti sulla localizzazione di tali aree, mentre il Ministero provvederà a finanziarli;
2) Il potenziamento del centro di moltiplicazione dell’università di Torino Divapra, gestito dal prof. Alberto Alma, che è stato il primo laboratorio a occuparsi della moltiplicazione del Torymus;
3) Una valutazione sulle linee guida di ricerca tra le quali quella relativa all’adattamento dell’antagonista al territorio, all’incidenza del cinipide sulla produzione di castagne e alle possibili ibridizzazione del Torymus sinensis con specie indigene;
4) Un maggior raccordo con l’Inea (Istituto nazionale di economia agraria) e con le associazioni presenti sul territorio, che dovranno fornire dati sulla presenza di castagneti, seguire le procedure di intervento a livello locale e informare correttamente gli operatori sulle azioni da intraprendere.I partecipanti hanno ribadito ai rappresentanti del Ministero l’urgenza di una immediata disponibilità delle risorse da mettere in campo per far fronte all’emergenza, oltre a un coinvolgimento di tutte le Regioni interessate dal problema.
Dal Ministero è arrivata la conferma dell’intenzione, oltre alle risorse già disponibili, di destinare altri finanziamenti per contrastare l’emergenza, oltre alla necessità di avviare un’azione sempre più sinergica con le realtà locali. Il 60 per cento del prodotto nazionale, è prodotta nella sola provincia di Avellino che, con un quota di poco meno di 30mila tonnellate, rappresenta, in base all’ultima rilevazione Unioncamere, circa il 10 per cento della produzione mondiale. In Campania si contano 5mila aziende agricole impegnate nella fase di produzione e 25 di trasformazione per un’occupazione complessiva di 2mila unità. Un distretto agroindustriale di respiro internazionale che, nel 2009, ha superato i 100 milioni di euro di fatturato, con una quota di export pari a circa il 40 per cento. Il 50 per cento del commercio mondiale delle castagne, in termini di fatturato e di volumi di produzione, è organizzato e gestito da aziende italiane, in maggioranza campane. In Campania vengono lavorate, inoltre, buona parte delle castagne prodotte nelle regioni meridionali (Lazio, Calabria, Basilicata) ed una quota significativa di castagne provenienti da Portogallo, Spagna e Turchia.

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di Redazione
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