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Presentazione alla stampa del Partito Liberale Italiano


Presentazione alla stampa del Partito Liberale Italiano
19/11/2012, 13:16

 Il  21 novembre 2012, nei saloni dell’Hotel Royal, sul lungomare di Napoli, alle ore 17,30  scoccherà L’Ora dei Liberali, cerimonia di presentazione alla stampa ed alle autorità cittadine del Partito Liberale Italiano.

I lavori si svolgeranno  alla presenza del segretario nazionale del PLI, On. Avv. Stefano De Luca e del prof. Avv. Ermanno Pelella, segretario regionale del partito. Moderatore dell’evento  sarà il Prof. Dott. Francesco Sisca.

Il partito si presenterà in una veste rinnovata, secondo gli intendimenti dell’On.le Stefano De Luca, segretario nazionale del PLI.

“Tutti i partiti della Seconda Repubblica stanno esalando l’ultimo respiro. La politica italiana deve essere ricostruita dalle fondamenta per avviare la fase costituente di una Terza Repubblica. Moderna. I liberali devono farsi trovare pronti, compiendo sforzi inimmaginabili, ma necessari per fare uscire la Nazione dall’attuale palude.Abbiamo idee, progetti, credibilità per provarci come punto di riferimento della nuova Italia.

I punti salienti del nostro programma saranno:

a)     Riduzione della pressione fiscale;

b)      abbattimento della perniciosa burocrazia;

c)       vendita di tutti i beni pubblici;

d)      puntare alla meritocrazia ed al valore della persona.”

Il segretario regionale del PLI, prof. Ermanno Pelella   punterà ad un nuovo modo di concepire e costruire il partito:

“Un partito rinnovato nelle persone, nelle idee e nei contenuti, sempre fedele agli ideali liberali che hanno costituito  la trama della storia del nostro Paese. Tutti si sono ispirati, in questi anni, alle idee liberali di cui questo Partito si nutre e che ha sempre professato. Le degenerazioni della politica sono sotto gli occhi di tutti. Dunque, non vi è bisogno di un rinnovamento di facciata, cambiando nomi, sigle o loghi. Il cambiamento deve essere sostanziale,  nella mentalità più aperta, negli uomini di buona volontà che sentono la gravità del momento e la passione della discesa in campo, nel richiamo alle grandi lezioni dei padri liberali che hanno dettato le linee guida della nostra Repubblica. In questo senso, era necessario che ritornasse sulla scena politica il Partito Liberale Italiano”.

Un impegno gravoso, per un partito legato, nell’immaginario popolare, ad un’epoca travagliata della nostra storia politica. Il segretario regionale affronta l’argomento e sottolinea l’avvertita necessità di voltare pagina, per il bene del Paese e di Napoli in particolare.

“Il passato del Partito Liberale è stato contrassegnato da errori anche gravi che ne hanno contrappuntato il suo percorso, come è accaduto per quasi tutte  le formazioni politiche presenti in Parlamento. Non ritengo tuttavia che sia ancora possibile un’analisi serena di ciò che è accaduto in Italia negli Anni Ottanta e Novanta. Ora  è necessario guardare avanti, perché il quadro economico e sociale italiano richiede impegno ed efficacia nelle soluzioni. In ballo c’è il futuro dei giovani, la salvaguardia dei livelli occupazionali, le certezze quotidiane di uomini e donne attanagliate da problemi economici. Solo una forza liberale può elaborare progetti in grado di contemperare le esigenze di mercato con una socialità equa ed avanzata, il vero punto di equilibrio di una moderna democrazia. Noi vogliamo esserci, anzi, credo che dobbiamo esserci”.

Il prof. Pelella spiega perché il Partito Liberale Italiano ripartirà da Napoli

“Napoli vanta una grande tradizione liberale. La città, come tutte le metropoli italiane, del resto, versa in una condizione di disagio sociale ed economico quasi irreversibile, segno che le ricette economiche per governarne le sorti non si sono rivelate efficaci. Tocca ai cittadini impegnarsi per mutarne il destino. Un impegno fatto di studio delle soluzioni economiche praticabili, una progettualità di ampio respiro per il suo recupero. In una parola, un impegno basato su solidi principi liberali, su di una rinnovata cultura politica che sinora è stata accantonata perché non ritenuta funzionale al sistema. Un errore madornale, prescindere dalla formazione politica delle classi dirigenti. Noi intendiamo porre la cultura al centro dell’intervento politico, come fu per i nostri Padri. Siamo tornati per restare sulla scena politica, forti di una nostra tradizione culturale, non per durare qualche stagione, senza idee e navigando a vista, come qualcuno ha fatto in questi anni, portando al naufragio i cittadini.

Al  termine della manifestazione, sarà presentato il nuovo Direttivo .

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di Redazione
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