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Presidenza commissione Beni Confiscati: «Approvata all’unanimità la nuova legge regionale»


Presidenza commissione Beni Confiscati: «Approvata all’unanimità la nuova legge regionale»
27/03/2012, 16:03

«La Campania mette al centro del proprio asset strategico i beni confiscati che diventano tema centrale delle politiche regionali» lo affermano in una nota congiunta Antonio Amato, Maafalda Amente e Corrado Gabriele, componenti dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Regionale beni Confiscati a seguito dell’approvazione all’unanimità della legge “Nuovi Interventi per la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata” presentata dall’intera Commissione e di cui oggi è stato relatore «C’è grande soddisfazione per l’approvazione di un testo che è il frutto del lavoro svolto in questi mesi dalla Commissione. Un lavoro fatto di decine e decine di audizioni, sopralluoghi, partecipazioni a incontri. E’ inoltre una proposta di legge costruita in modo partecipato, accogliendo suggerimenti e proposte che sono giunte dall’Agenzia Nazionale, dalle parti sociali, dalle associazioni, da quanti già gestiscono beni confiscati» affermano Amato, Amente e Gabriele «La legge, già per il primo anno di esercizio, istituisce un Fondo per la Valorizzazione dei beni confiscati per sostenere progetti di start up o potenziamento di progetti di riutilizzo già in essere. Fondi assegnati attraverso bando pubblico a progetti che rispondano a requisiti di sostenibilità e replicabilità dell’iniziativa, integrazione con politiche di inclusione delle fasce deboli, creazioni di reti di partenariato. Possono partecipare al bando Enti territoriali o i soggetti individuati dalla legge cui il bene è stato affidato» proseguono i consiglieri regionali «Per gli anni successivi al primo, saranno quindi attivati due ulteriori fondi per rispondere alle necessità degli Enti territoriali sulla progettazione e per intervenire sull’estinzione di eventuali ipoteche gravanti sui beni. Ma soprattutto, questa legge mette al centro di tutte le politiche regionali, da quelle agricole a quelle del lavoro, a quelle sociali e sanitarie (promuovendo i budget di salute), in modo trasversale, il riutilizzo dei beni confiscati. Viene istituito, senza costi aggiuntivi, un osservatorio regionale che provvederà alla georeferenziazione quantitativa e soprattutto qualitativa di questo patrimonio. La Regione pubblicizzerà il patrimonio confiscato in suo possesso e provvederà ad affidarlo, prevalentemente, per fini sociali attraverso bando pubblico. Sul sito della regione si troveranno, poi, le informazioni relative a tutti i beni confiscati presenti sul nostro territorio. Inoltre, specifica attenzione è dedicata al tema delle aziende confiscate. Insomma una legge che guarda al riutilizzo dei beni confiscati nel loro complesso, individuandoli come patrimonio dal quale si può partire per realizzare uno sviluppo nuovo, che punta all’economia sociale ed è sostenibile ed inclusivo. La lotta alla camorra» affermano i componenti dell’Ufficio di Presidenza «rappresenta il punto cruciale di tutte le politiche di sviluppo di questa regione, investire sul riutilizzo dei beni confiscati rappresenta il migliore modo per restituire giustizia a quanti, cittadini, comunità, territori ne hanno dovuto subire la vigliacca violenza criminale. In Campania esistono esperienze importanti di riutilizzo del patrimonio appartenuto ai clan, con questa legge, siamo certi, si potrà determinare il rafforzamento e l’ampliamento di questo modello. La politica è chiamata a fare la sua parte» concludono Amato, Amente e Gabriele «questa legge è un primo importante passo, ma l’impegno nostro, dell’intera commissione e di questo consiglio regionale dovrà proseguire forte e diretto contro ogni camorra».

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di Redazione
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