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Presidio di protesta di FLI per denunciare i ritardi nell'apertura del nuovo distretto ASL di Pianura


Presidio di protesta di FLI per denunciare i ritardi nell'apertura del nuovo distretto ASL di Pianura
30/07/2012, 09:05

Nel corso della mattinata numerosi militanti del circolo FLI di Pianura, accompagnati dal coordinatore provinciale del partito Piero Diodato, dal consigliere comunale Andrea Santoro e da quello municipale Fortunato Di Fusco hanno dato vita ad un presidio di protesta in via Giorgio de Grassi dove sorge il palazzo dell'ex Municipio che sei anni fa fu concesso in comodato d'uso dal Comune di Napoli all'ASL. L'azienda regionale avrebbe dovuto concentrare lì tutti gli uffici sparsi sul quartiere, anche in zone decentrate e difficili da raggiungere, per farne un nuovo e più efficiente distretto sanitario. Per la ristrutturazione furono spesi un miliardo e duecento milioni delle vecchie lire, i lavori furono terminati cinque anni fa ma da allora la struttura non ha mai aperto.
«Nel frattempo -spiegano gli esponenti di FLI- l'ASL ha continuato a pagare 24 ore su 24 una guardiana privata all'edificio e soprattutto ha continuato a pagare i fitti passivi per gli uffici che sarebbero dovuti essere delocalizzati». Sperperi di denaro pubblico in favore dei privati che saranno portati in evidenza alla Corte dei Conti attraverso un esposto a firma dei finiani.
«Abbiamo provato in tutti i modi a sollecitare l'apertura dell'ASL, come dimostra la fitta corrispondenza in nostro possesso e risalente al lontano 2008. Ma in risposta abbiamo avuto solo scuse pretestuose: anni sono trascorsi per il collaudo, in fase di collaudo si sono preoccupati di fare una serie di saggi per verificare la staticità del fabbricato, poi il problema è diventato l'allacciamento all'Enel a causa di morosità che l'ASL aveva con il fornitore di energia. Ora che sembrava risolto quest'ultimo intoppo, ci dicono che occorrono nuovi lavori perchè nel frattempo lo stato di abbandono ha causato danni e gli stessi saggi sulla staticità sono stati fatti squarciando numerose pareti in cui sono stati collocati i sensori. Siamo cioè al punto di partenza!».
«Non vogliamo tollerare ulteriori sperperi di denaro pubblico, la struttura va aperta subito e vanno accertate le responsabilità su questi troppi anni di ritardo. Abbiamo deciso di investire anche il Prefetto della questione e ci auguriamo che si delinei un percorso certo».

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di Redazione
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