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Governo si prepara a resuscitare la legge sul biotestamento

Prigionieri del Vaticano, del Pdl e dell'Udc


Prigionieri del Vaticano, del Pdl e dell'Udc
11/01/2011, 20:01

Qualcuno di voi riesce ad immaginare di vivere imprigionato nelle catene le cui estremità sono tenute da Papa Ratzinger, da Berlusconi e da Casini? Perchè è questo il destino che ci aspetta, se non si riesce a fermarli. Infatti, per miseri calcoli politici, il Pdl ha deciso di resuscitare la legge sul biotestamento, per cercare di far litigare l'Udc - che col suo estremismo cattolico sicuramente voterà questa legge talebana -  con Fli, che col suo atteggiamento laico probabilmente voterà contro. Ma cosa prevede questa legge?
Semplice: espropria ciascuno di noi del diritto di dire stop alle cure, nel caso siamo malati in maniera grave. Certo, in teoria non è così. Con questa legge si può fare il biotestamento in cui si prendono decisioni su quali cure ricevere e quali rifiutare in caso uno di noi perda conoscenza e vada in coma; si nomina anche un esecutore testamentario. Ma innanzitutto non si può disporre sull'alimentazione, idratazione e respirazione forzata. E comunque, qualunque cosa io abbia scritto o qualunque cosa dica l'esecutore testamentario, non sono vincolanti per il medico. E dato che per le cliniche e gli ospedali c'è un abnorme convenienza a tenere una persona in stato vegetativo (costa pochissimo, non richiede sorveglianza particolare e sono lungodegenze che sono pagate anche oltre i 200 euro al giorno), dato che la migliore raccomandazione per entrare in un ospedale - a parte quella di avere un padre o uno zio primario - è quella di obbedire alle disposizioni del Vaticano, è facile capire come in almeno 9 casi su 10, chi va in coma è sicuro di restarci per sempre.
Perchè c'è questo, che nessuno dice. Il coma è una sorta di ultima difesa che ha il cervello: quando è troppo danneggiato ma vivo, chiude tutti i contatti con l'esterno, esclusi quelli che riguardano il cuore e i polmoni. Un po' come nel Medioevo c'era il signorotto che, attaccato da nemici più forti, si chiudeva nel suo castello e tirava su il ponte levatoio, nel tentativo di ricostituire il proprio esercito lasciando fuori i nemici. Ma se i nemici assediavano il maniero, c'erano poche scelte: o il signorotto riusciva ad avere supporto - interno o esterno - oppure presto le persone all'interno cominciavano a soffrire la fame. Esattamente quello che succede al cervello: o riesce in breve tempo a ripararsi, oppure i neuroni cominciano a morire sempre più velocemente. D'altronde questo lo si può verificare anche empiricamente. CHi è stato in come qualche giorno, qualche settimana o persino qualche mese e riesce a riprendersi, non è raro che riesca a ritornare alla normalità, dopo un po' di tempo. Chi resta in coma per un anno o più e poi si risveglia, conserva danni permanenti, più o meno gravi. Chi resta in coma cinque anni o più, è quasi impossibile che si risveglia. E i casi in cui questo è avvenuto si contano sulle dita di una mano. Ma sono un canto del cigno: di solito dopo poche settimane la persona muore. E questo lo dimostra anche l'autopsia. Prendiamo due casi che hanno fatto molto discutere: quello di Eluana Englaro in Italia e quello di Terry Schiavio negli Usa. In entrambi i casi si tratta di persone che sono rimaste in coma oltre 10 anni. Al momento dell'autopsia, quando le hanno aperto il cranio, hanno verificato che il cervello era ridotto a dimensioni piccolissime. Praticamente c'erano i due terzi della scatola cranica che erano vuoti. Il resto dell'encefalo era morto durante gli anni di coma. Restava solo il cervelletto, perchè comanda cuore e polmoni e quindi funziona comunque. Una persona così ridotta non esiste più, perchè il cervello non si rimargina, non si cura, allo stato attuale. E anche se si curasse, quando è ridotto così, se si riuscisse a farlo ricrescere, non sarebbe mai più la persona di prima. Sarebbe un cervello come quello di un neonato, pulito di ogni cognizione.
E' questo che vogliamo? E' questa la fine che dobbiamo fare? E perchè? SOlo per far contenti il Vaticano e l'Udc?

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di Antonio Rispoli
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