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Che fine ha fatto Berlusconi? Tace, osserva e ...

Prima delirio di onnipotenza, poi latitanza: è mister B.


Prima delirio di onnipotenza, poi latitanza: è mister B.
15/07/2011, 10:07

ROMA – Prima il delirio di onnipotenza e a seguire poi una vera e propria latitanza. Dal momento in cui la Corte d’Appello di Milano ha condannato la Fininvest al pagamento del risarcimento a favore della Cir, di Silvio Berlusconi non si hanno più notizie. Nessuna comparsata in tv, nessun comizio e nessun monologo, come quelli a cui lo stesso premier era abituato e ci aveva abituati. Silenzio su silenzio e appuntamenti disdetti. Annullata la visita di Stato a Belgrado, cancellata dall’agenda la sua presenza ai funerali solenni dell’alpino ucciso in Afghanistan, nessuna visita a Lampedusa, tanto meno a Milanello, alla conferenza stampa con Michela Vittoria Brambilla, e annullata anche la presenza alla commemorazione dell’amico senatore Romano Comincioli. Silvio Berlusconi, rintanato a palazzo Grazioli, annulla un appuntamento dietro l’altro e si chiude in un apparente silenzio.
Gli è stato dato del desaparecido, come anche del latitante, ma lui morde il freno e l’immagine che in queste ore viene fuori arriva attraverso le parole dei suoi fedelissimi che lo incontrano. “Il premier preferisce stare zitto”; “E’ ancora indignato della sentenza che lo condanna a risarcire De Benedetti”, lascia trapelare un fedelissimo. Eppure il premier - confermano i pochi che in queste ore parlano con lui - non ha nessuna intenzione di fare passi indietro. Silvio Berlusconi, dunque, avvolto in un alone di mistero, sarebbe in ansia, mal sopportando il grande agitarsi intorno al “dopo-Berlusconi”, che del resto ritiene di aver egregiamente avviato mettendo Angelino Alfano a capo del Pdl. I suoi dubbi sulle continue voci di un governo tecnico si consolidano e diventano causa di sofferenza. Ed è proprio l’urgenza che il Guardasigilli uscente ha di dedicarsi alle questioni di partito a costringere il Cavaliere a rimettere mano al puzzle del rimpasto, a partire dalla casella di Via Arenula. Dalla Croazia, però, l’inquilino del Colle cerca di dissipare ogni possibile motivo di attrito e di fibrillazione politica. “Non sono seri tutti questi accenni al totoministri - bacchetta da Zagabria Napolitano - Io non ho ricevuto alcuna proposta dal presidente del Consiglio e addirittura vedo tirato in ballo, per un altro incarico di governo, il ministro degli Esteri che mi accompagna in questa missione in Croazia. Ciò è veramente da irresponsabili”. A quanto pare, dunque, Berlusconi morde il freno e aspetta in silenzio, dopo la manovra, di riprendersi la scena.

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di Antonio Formisano
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