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Prima Giornata Nazionale contro la pedofilia


Prima Giornata Nazionale contro la pedofilia
05/05/2009, 17:05

Fra gli abusi è certamente il più mostruoso ed ignobile, perché ha per vittime i bambini. La pedofilia è un fenomeno in crescita ma resta in gran parte sommerso: recenti stime europee dicono che tra il 10 e il 20% degli adulti ha subito abusi e violenze sessuali durante l'infanzia. Oggi, 5 maggio, l'Italia celebra, per la prima volta, la Giornata nazionale contro la pedofilia. Una festa giovanissima, nata con via definitivo in Parlamento neanche una settimana fa. Questa prima edizione è titolata "Parla con noi".

La Giornata - promotore della legge istitutiva è il deputato Pdl, Luca Barbareschi, che è anche presidente della Fondazione 'Dalla parte dei bambini onlus' - sarà all' insegna della mobilitazione. Sono in programma diverse iniziative. Tutte volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sugli abusi ai minori ma anche a far arrivare ai bambini un "forte messaggio" - precisano i promotori - per spezzare il silenzio nel quale spesso rifuggono le stesse vittime. A Roma, le istituzioni si ritroveranno in mattinata, al Teatro Umberto, in una manifestazione alla quale sono attesi il presidente della Camera Gianfranco Fini, e fra gli altri, i ministri Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Giorgia Meloni; il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Il fenomeno in Italia è fortemente in aumento, soprattutto su Internet. Resta comunque in gran parte sommerso. Ciò che emerge è una sottostima: dal 2001 al 2008, sono state arrestate 201 persone; oltre 4 mila le denunce, 3.949 le perquisizioni, 273.334 i siti monitorati. Nel corso di questo periodo, sono stati chiusi 177 siti e 10.907 sono stati segnalati ad organismi stranieri, 60 le operazioni di rilievo internazionale. Più di un ragazzo su 10 - secondo la polizia - dichiara di avere avuto contatti ritenuti pericolosi sul web e più della metà dei minori italiani tramite la rete ha accesso al mondo della pornografia.

Telefono Arcobaleno afferma che sono quasi 4 mila i siti pedopornografici segnalati ogni mese. In Italia poi sono in aumento i casi di pedofilia al femminile: negli ultimi cinque anni - secondo Telefono Azzurro - sono saliti del 25-30% i casi di abuso sessuale in famiglia commessi da donne. Ogni giorno, l'associazione di tutela dei minori, riceve circa 5 mila denunce; di queste, il 20% ha a che vedere con la violenza sessuale. Domani, l'Ecpat ha organizzato a Roma, al Circolo degli Artisti, un concerto.

"E' necessario - dice Marco Scarpati, presidente dell'organizzazione che nel mondo si occupa di contrastare gli abusi ai minori - parlare di un dramma troppo spesso dimenticato. Quello dei bambini e adolescenti sfruttati nel mercato del sesso. E' necessario che il bambino sia sempre più al centro delle politiche e delle azioni di tutti i cittadini. Il pensiero di Ecpat va diretto alla prevenzione".


La pedofilia non è solo un reato, "é un attentato alla dignità della persona umana": lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo alla Giornata nazionale contro la pedofilia a Roma. Fini ha definito "doverosa" la lotta a "ogni forma di abuso e di pedopornografia". Questa lotta, secondo il presidente della Camera, è "una trincea avanzata per dimostrare il grado di civiltà e la consapevolezza morale della necessità di preservare i minori da ogni forma di abuso e sfruttamento". Bisogna, ha aggiunto, "difendere il diritto dei più giovani di crescere in modo sano e di avere un domani una società migliore". "La legislazione italiana - ha detto - è all'altezza della sfida, è tra le più avanzate. Non siamo all'anno zero". E comunque, ha proseguito Fini, bisogna "continuare a tenere alta la guardia". Il presidente ha invitato i giovani ad aprirsi e a "guardare con occhi sereni la società nella quale vivono". E le istituzioni, ha aggiunto, "hanno il dovere di porre sempre più in avanti la sfida". Fini ha infine esortato le forze dell'ordine e la magistratura "alla massima severità nei confronti degli autori di comportamenti che definire turpi e immorali è poco".

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di Redazione
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