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Lasciano i segretari regionale e cittadino ed il capogruppo

Primarie a Milano, i vertici del Pd rimettono il mandato


Primarie a Milano, i vertici del Pd rimettono il mandato
15/11/2010, 18:11

MILANO - Un candidato gradito (Stefano Boeri) sconfitto ed un "democratico-vendoliano" decretato vincitore durante le delicatissime ed attesissime primarie di Milano, hanno portato alle dimissioni dei vertici del Pd del capoluogo lombardo.
Dopo il successo di Giuliano Pisapia, infatti, i segretari regionale e cittadino ed il capogruppo democratico hanno rimesso i propri mandati all'assemblea provinciale. Un segnale chiarissimo che conferma, ancora una volta, come la corrente di Sinistra e Libertà sia malvista dalla maggioranza delle "vecchia guardia" democratica. In effetti, il sistema delle primarie, sulla carta inquadrabile come sicuro esempio di apertura democratica, pare essere ancora abbastanza indigesto ad una buona parte del partito guidato da
Pier Luigi Bersani.
In particolare, come conferma anche
La Stampa, le dimissioni sono state presentate dal segretario metropolitano Roberto Cornelli, dal coordinatore dei circoli cittadini Francesco La Forgia, dal tesoriere Gabriele Messina e dal capogruppo in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino:"Il Pd milanese - ci tiene a precisare Cornelli - riconosce naturalmente la vittoria di Pisapia e sarà con lui per battere Letizia Moretti, il Pdl e la Lega". Tuttavia, per il segretario cittadino è opportuna una celere e profonda "riflessione all’interno del Pd che ha candidato Stefano Boeri mettendoci la faccia. Questo ci mette in crisi. Di seguito la discussione sarà il più breve possibile, massimo una settimana, per non pesare sulla campagna elettorale, ma vera".
Cornelli si sofferma poi anche su un altro aspetto sicuramente significati e cioè che, per le primarie milanesi, sono corsi ai seggi molti meno elettori del previsto:"Non sappiamo bene ancora i motivi - ha ammesso -, sicuramente dobbiamo prendere in mano un progetto di rilancio del Pd e del centrosinistra per far vincere Pisapia ".
A dimissionari hanno dunque tenuto una conferenza stampa durante la quale hanno precisato che, la loro scelta, è dovuta alla necessità improrogabile "di avviare immediatamente, nel giro di una settimana, un percorso di confronto negli organi dirigenti e con la base che verifichi a 360 gradi la situazione politica".
Nonostante un passato da rifondarolo, l'avvocato indicato con decisione da Nichi Vendola piace non poco al coordinatore dell'Udc Pasquale Salvatore che, proprio in riferimento alla vittoria di Pisapia su Boeri, non ha trattenuto gli entusiasmi; ammettendo che, quest'ultima:"apre chiaramente spazi al Centro e noi saremo in campo con le modalità che nelle prossime settimane definiremo alla luce delle evoluzioni politiche cittadine e ovviamente del quadro nazionale".
Il messaggio abbastanza chiaro che passa dalle primarie del Partito democratico, è comunque quello di un gruppo dirigente che invoca a gran voce tale sistema di votazione di matrice americana, salvo poi invitare ad una "riflessione interna" quando a spuntarla non sono i candidati indicati dal vertice stesso ma quelli "esterni".

LA FORZA DI VENDOLA E' ANCHE SUL WEB
E la campagna elettorale che ha portato al successo di Pisapia, come notato dai meno disattenti ed ammesso e sottolineato da La Repubblica, è stata vincente anche grazie all'enorme mole di consensi raccolti tramite una percussiva e radicata campagna web. Come ricorda anche La Repubblica, tra l'altro, la sola pagina fan di Nichi Vendola conta ben 300.000 iscritti. Una vera e propria potenza editoriale capace di convogliare su blog e siti web linkati fino a 15-20.000 utenti unici giornalieri.
Numeri importanti che, ai vecchi tromboni ed ai dinosauri della politica, per ora non vogliono dire nulla se non cifre volatili provenienti da un mezzo, internet, reputato ancora piuttosto esotico e privo di reale peso elettorale. Eppure, Sel, è riuscita a creare una vera e propria community di attivisti-internauti pronti a sostenere il proprio leader  partendo da facebook e dai blog ed arrivando alle cabine elettorali con risultati piuttosto eloquenti ed incoraggianti.

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di Germano Milite
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