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Ultimi appelli,pronostici e frecciate tra i candidati

Primarie del Pd: il giorno prima del verdetto


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Primarie del Pd: il giorno prima del verdetto
24/10/2009, 10:10

Se tra i due litiganti il terzo gode, quando i litiganti sono tre, a godere sarà un quarto abile marionettista come Massimo D'Alema? La domanda sembra quanto mai lecita alla vigilia del voto che decreterà il nuovo segretario nazionale del partito democratico.
i candidati, dal canto loro, non si risparmiano ed utilizzano tutte le loro ultime munizioni. Bersani tenta di pensare anche agli elettori "sarà un grande successo se voteranno tra 1,5 e due milioni di persone"; sostiene infatti l'ex Ministro.
Poi però scende in campo D'Alema che impugna l'arco, la freccia e scaglia il colpo dritto al cuore di Ignazio Marino: "Dobbiamo costruire il parti­to e serve una ragionevole preparazione professionale. Lo dico senza nessuna pole­mica verso Marino. Non ho mai detto che deve tornare a fare il chirurgo. Ho detto che deve tornare a fare il lavoro che fa con me. È un mio colla­boratore da diversi anni e diri­ge una parte fondamentale della Fondazione Italianieuro­pei"; commenta infatti il più strenue sostenitore della mozione Bersani.
A questo punto ci si aspetta una risposta dal chirurgo che ha la colpa di non essere una vecchia volpe (o un vecchio squalo; dipende dai punti di vista) della politica. Risposta che però arriva per bocca di Sandro Gozi: "Questa gente non ha capito che il mondo è andato avanti, non si ragiona più co­sì. Noi ribadiamo il nostro no all’inciucio e al voto utile".
Nel frattempo in tanti fanno notare un fenomeno alquanto strano: Marino stravince nei sondaggi di preferenza non ufficiali; in quelli, per intendersi, pubblicati su internet e lanciati, ad esempio, da Striscia la Notizia e perde invece altrettanto sonoramente in quelli provenienti dai congressi.
E mentre i comuni mortali sono in balia di tali iperbolici dubbi, continua l'endorsement; con Arturo Parisi che, dopo una lunga esitazione/perplessità, alla fine dice di aver scelto Dario Franceschini. Nando Dalla Chiesa, invece, si dice vicino a Pierluigi Bersani.
C'è però quel collegamento Bassoliniano che tanto orrore fa ai campani e alla Campania e che non può certo essere risolto dal commento di Rosi Bindi: "Se Bassolino e Lo­iero avessero sostenuto Fran­ceschini, come gli era stato chiesto, non ci sarebbero sta­ti problemi". Riposti arco e frecce restano la coscienza degli elettori e la speranza che, tale coscienza, per una volta, possa portare sull'altare la persona giusta; ammesso che questa persona giusta esista sul serio e militi nel Pd.

IN CAMPANIA.
Procede serrata anche in Campania la sfida tra i tre candidati alla segreteria regionale Enzo Amendola (mozione Bersani), Leonardo Impegno (mozione Franceschini) e Franco Vittoria (mozione Marino). L'attenzione maggiore è puntata sui due collegi cittadini dove il 25 ottobre saranno eletti 49 delegati all’assemblea nazionale e 138 a quella regionale. Nel collegio numero 6, che comprende Chiaia, San Ferdinando, Posillipo, il centro storico, Ponticelli, San Giovanni, Scampia e Secondigliano, Bassolino è al primo posto della lista "Campania per Bersani". A seguirlo c'è Graziella Pagano.
Nella lista "Per Bersani" il numero uno è invece Emilio Montemarano; consigliere comunale e figlio dell'ex assessore alla Sanità Angelo. Ad appoggiare Montemarano c'è il potente assessore comunale Valeria Valente mentre, dall'altra parte della barricata, Franceschini si affida ad Amato; già assessore durante i due mandati di Bassolino.
Non minori sono le attese per gli esiti delle votazioni al collegio 6. Nel gruppo "Campania per Bersani" primeggiano la Iervolino e l'assessore comunale Nicola Oddati; da sempre fedelissimo del governatore. Ad opporsi allo schieramento Iervolino-Oddati ci sono Antonio Amato e Marifa Fortuna Incostante. Al terzo posto c'è un uomo molto vicino a Luigi Nicolais: l'ex ministro Massimiliano Manfredi. In ultimo, a guidare la lista "semplicemente democratici", c'è  Giuseppe Esposito; presidente della municipalità di Secondigliano.

Interessante lo scorcio presentato dalle altre province: a Salerno si consumerà infatti un'autentica sfida tra figli d'arte con Piero De Luca, rampollo del Sindaco Vincenzo, ed Etta Pinto; figlia dell'ex ministro Michele e candidata per la mozione Franceschini.
A Caserta, in ultimo, la battaglia elettorale è combattuta tra due giovanissimi: Stefano Graziano (per Bersani) e Pina Picierno (per Franceschini).
Dando un rapido sguardo ai nomi (e ai sessi) dei candidati, si può agevolmente concludere che, almeno in Campania, tra vecchie volpi e nuovi volti, c'è un perfetto equilibrio tra umini e donne.

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di Germano Milite
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