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Ritorna l'ipotesi di un confronto pubblico tra i 3 candidati

Primarie e RU486, non cala la tensione nel Pd


Primarie e RU486, non cala la tensione nel Pd
23/09/2009, 19:09

Il Pd si ritrova a dover camminare sulle uova, a poche ore dall’ok del Senato ad un’indagine conoscitiva sulla famosa (e per alcuni famigerata) RU486, la pillola abortiva al centro di feroci polemiche tra cittadini, politici e Chiesa. Il segretario Dario Franceschini oggi ha inviato una lettera ad Anna Finocchiaro, per dirle che dovrà essere il Senato a decidere sull’indagine e tutti dovranno attenersi a quella deliberazione. “Cara Anna, - si legge nella missiva, - a seguito del nostro colloquio di stamattina, concordo con te che sulla scelta di avviare una indagine conoscitiva sulla RU486 è necessaria una decisione del gruppo, anche attraverso una votazione e, non essendo certo la scelta di una indagine conoscitiva una questione di coscienza, alla decisione del gruppo tutti devono attenersi”.
I senatori del Pd si sono riuniti questa mattina, e si sono aggiornati a questa sera, al termine dei lavori dell’aula. Nel merito della questione, intervistato da L’Espresso, Franceschini dice: “C’è una legge sull’aborto che nessuno mette in discussione. Se c’è un modo meno invasivo per la donna di un intervento chirurgico perché opporsi? Bisogna certo evitare che essendo una pillola venga vissuta come un contraccettivo. Ma questo dipende dal modo di usarla”. Le critiche, in effetti, vertevano principalmente proprio sull’eventualità che molte donne cominciassero a fare ricorso abituale alla pillola abortiva, utilizzandola come un contraccettivo coi gravi rischi per la salute conseguenti. Altre critiche invece, dal sapore ecclesiastico, sono arrivate (come si poteva prevedere) sull’ennesimo farmaco bollato come portatore di morte, e quindi da rifiutare per ogni buon cristiano. Riferendosi al biotestamento, Franceschini ha ribadito che “il Pd discuterà e poi deciderà”, e che in ogni caso, su questo come su altri temi etici, è necessario il rispetto della laicità e “la Chiesa non può dirci come votare”.
Ma la tensione nel Pd resta alta anche in vista delle imminenti primarie del partito. Dopo che ieri Franceschini aveva accusato Pier Luigi Bersani di spendere troppo per la campagna elettorale, e Ignazio Marino aveva invece puntato il dito contro presunti brogli elettorali nei circoli calabresi, oggi Luigi Guglielmelli, segretario regionale dei Giovani Pd, pretende le scuse del senatore Marino dal momento che la Commissione regionale per il congresso ha stabilito la regolarità del voto. Si fa strada nuovamente, infine, l’eventualità di un confronto pubblico tra i tre candidati alla poltrona più importante del partito; dopo la proposta di Marino e l’ok di Franceschini, pare sia arrivato anche il sì di Bersani.

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di Nico Falco
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