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Oggi si vota in altre undici città

Primarie Pd, Rosy Bindi passa ma Giorgio Gori no


Primarie Pd, Rosy Bindi passa ma Giorgio Gori no
30/12/2012, 09:30

Si è svolto ieri il primo giorno di primarie per i parlamentari del Pd. Secondo quanto si evince dai risultati, in Lombardia si affermano i trentenni, mentre in Piemonte la spuntano i candidati del territorio.
Ieri ci sono state le votazioni in 9 regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia, Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria mentre Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna voteranno oggi, per decidere chi candidare in Parlamento.
Secondo i primi dati, in Lombardia, a superare questo primo giorno di votazioni sono i trenta-quarantenni. Oltre a Veronica Tentori, ventisettenne che ha vinto a Lecco, appaiono ai primi posti nelle rispettive province Pippo Civati, (37 anni) a Monza, Alan Ferrari (37) a Pavia e Chiara Braga (33) a Como. La quarantottenne Elena Carnevali risulta in vantaggio a Bergamo dove sembra lontana un’affermazione di Giorgio Gori. Il sostenitore di Matteo Renzi ha preso solo il 13% dei voti ed è quarto preceduto anche da Giovanni Sanga con il 30% e da Giuseppe Guerini con il 17%. Come tutti gli altri candidati, Gori sarà comunque in lista ma in una posizione fortemente a rischio.
Bassa affluenza alle urne, invece, a Torino e Provincia dove ad avere la meglio sono i candidati del territorio. Tri i più votati figurano la segretaria provinciale del partito, Paola Bragantini, e l’assessore provinciale all’Istruzione, Umberto D’Ottavio. Buoni risultati anche per Francesca Bonomo, appena 28 anni, consigliera comunale di Barbania e animatrice parrocchiale. Tra i parlamentari uscenti si salvano,al momento, Cesare Damiano, Stefano Esposito e Anna Rossomando. Risultati alquanto negativi, invece, per Magda Neri e Pietro Marcenaro, che rischiano di dire addio a Roma. “È mancato il voto d’opinione - commenta il segretario piemontese del Pd, Gianfranco Morgando - mentre si registra un fenomeno di territorializzazione del partito, che ha penalizzato quei parlamentari che, negli ultimi cinque anni, si sono occupati di tematiche nazionali”.
Ottimi risultati, in provincia di Reggio Calabria, per Rosy Bindi. La presidente del partito, infatti, passa insieme al consigliere regionale Demetrio Battaglia. In provincia di Cosenza, invece, tra i candidati uomini sono a pari punti il deputato uscente Franco Laratta, il sindaco di Diamante, Ernesto Magorno e Bruno Villella. Non ce l’avrebbe fatta, invece, il consigliere regionale Mario Maiolo. Tra le donne, invece, si delinea la vittoria di Enza Bruno Bossio, componente la direzione nazionale, e Stefania Covello. Nel Vibonese, infine, dovrebbe spuntarla il consigliere regionale Bruno Censore. Il commissario regionale del Pd della Calabria Alfredo D’Attorre è il candidato che invece ha ottenuto il maggior numero di consensi nelle primarie in provincia di Catanzaro. 
Molti i renziani in corsa, dal presidente del consiglio dell’Emilia Romagna Matteo Richetti a Giorgio Gori che corre a Bergamo fino al vicesindaco di Firenze Dario Nardella fino all’assessore comunale Rosa Maria Di Giorgio, entrambi in corsa a Firenze. La difficoltà della posta in gioco ha, invece, spinto molti parlamentari uscenti, come l’operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi, Sandro Gozi e Paola Concia, a rinunciare alla corsa. Nessuna candidatura per i decani come Franco Marini e Giuseppe Fioroni. Molti, invece, puntano ad arrivare in Parlamento per la prima volta: in Puglia il fratello del sindaco di Bari Alessandro Emiliano e ben 4 consiglieri regionali uscenti sfidano i deputati uscenti Francesco Boccia, Dario Ginefra e Gero Grassi. Ed è proprio in Puglia che è scoppiato il caos: l’assessore regionale Fabiano Amati e i consiglieri Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, esclusi dalla corsa, si sono autosospesi dal gruppo in Regione denunciando “primarie porcellum” per i metodi con cui, a livello regionale, sono state concesse le deroghe per consentire agli amministratori di partecipare alle primarie.

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di Erika Noschese
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