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E l'Idv propone la mozione di sfiducia

Processo Antonveneta: il Pm rigetta il legittimo impedimento di Brancher


Processo Antonveneta: il Pm rigetta il legittimo impedimento di Brancher
26/06/2010, 12:06

MILANO - E' iniziato questa mattina a Milano il processo contro sei imputati - tra cui il neo-Ministro per l'Attuazione del Federalismo Aldo Brancher e l'ex Presidente della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani - coinvolti nella scalata alla banca Antonveneta. E la prima questione affrontata è stata la richiesta di Brancher e dei suoi legali di sospensione del processo fino ad ottobre, secondo la legge sul legittimo impedimento. A dire il vero, già la questione era stata risolta venerdì dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in una nota aveva specificato: "In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell'onorevole Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento si rileva che non c'è nessun nuovo ministero da organizzare in quanto l'onorevole Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio". Ed oggi il Pubblico Ministero in aula ha rincarato la dose: "Mi sento preso in giro da questa richiesta. Dalla certificazione del segretario generale della Presidenza del Consiglio non emerge quali deleghe abbia il ministro Brancher; insomma non si sa che ministro è". E quindi ne ha chiesto il rigetto.
Ma non c'è solo il lato giudiziario della vicenda, ma anche quello politico. E se la Lega mostra malumore e il Pd e l'Udc mantengono una posizione defilata, non è così per l'Italia dei Valori, che contrattacca con forza. Innanzitutto con il deputato campano Nello Formisano: "Sul caso Brancher, il Capo dello Stato ha messo le cose a posto. Le
istituzioni non possono essere usate per fini di convenienza personale. E’
grave quel che e’ avvenuto ma il presidente Napolitano ha richiamato tutti
alle proprie responsabilità. Adesso Brancher deve dimettersi da ministro!
Solo cosi’ le istituzioni recupereranno credibilità. Per questo, Italia dei
Valori presenterà lunedì prossimo una mozione di sfiducia". Ma anche il collega di partito Leoluca Orlando non è da meno: "Dal tribunale di Milano arriva la conferma: si è fatto nominare ministro dal presidente del Consiglio per garantirsi l'impunità ed evitare di presentarsi questa mattina all'udienza del processo che lo vede imputato per ricettazione e appropriazione indebita. Presenteremo una mozione di sfiducia nei suoi confronti e chiederemo a tutto il parlamento di sottoscriverla".
Infatti c'è da ricordare che le attività in Parlamento dell'Italia dei Valori sono bloccate dal fatto di avere pochi parlamentari, per cui devono chiedere aiuto agli altri partiti dell'opposizione, aiuto che raramente viene concesso.

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di Antonio Rispoli
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