Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Di Pietro:"Il processo breve non avrà sconti"

Processo breve, continua la battaglia al Senato e il Pd si affida ad un mantra


Processo breve, continua la battaglia al Senato e il Pd si affida ad un mantra
19/01/2010, 20:01

ROMA- "Sarà come un mantra contro questo provvedimento"; ad affermarlo, riferendosi alla decisione presa dalla Corte Europea su Cesare Previti, è uno dei senatori del Pd. La battaglia sul processo breve conosce la tappa finale in attesa della votazione in diretta tv prevista per domani. Se il testo passerà toccherà munirsi ancora una volta di elmetto e trincerarsi alla Camera. Ma l'opposizione sembra non voler cedere nemmeno mezzo passo e, attraverso i suoi parlamentari, fa sapere che "Il Pd sta mettendo in atto in aula una singolare forma di protesta perché nel pochissimo tempo che ci è rimasto, vogliamo portare a conoscenza degli italiani e delle italiane lo scempio che questo provvedimento sul processo breve recherà alla giustizia. Centinaia di migliaia di processi andranno al macero, centinaia di migliaia di persone vedranno negarsi la giustizia" dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo dei democratici".
Ma quale sarebbe la nota-mantra letta dal Partito di Bersani? La riportiamo integralmente per sottoporla ai nostri lettori:"La maggioranza - inizia il testo - si accinge ad un ulteriore, devastante passaggio del suo cinico progetto di disarticolazione della giustizia italiana".

"Al dispiegarsi di questo cinico progetto - incalza subito dopo la dichiarazione-fotocopia -
assiste un pubblico esterrefatto e sgomento di avvocati, di personale giudiziario, di magistrati, di professionisti della sicurezza e, soprattutto, di cittadini. Mentre questa maggioranza - tristemente ridotta al rango di mera esecutrice di ordini - parla di dialogo, rifiuta con cocciuta e inquietante determinazione ogni ipotesi di miglioramento del testo in discussione, rendendo drammaticamente trasparenti le vere ragioni del suo procedere. Vi è uno scenario che si intravede, alla fine di questo percorso. Questo scenario è, nè più nè meno, che lo scempio della giustizia italiana. Lasciatemelo ripetere: lo scempio della giustizia italiana. Di questo scempio vi assumete davanti al Paese tutta la responsabilità, politica e morale".
Molto critica, come intuibile, anche la posizione dell'Italia dei valori che, attraverso il suo leader Antonio Di Pietro, fa sapere che "non ci saranno sconti per il processo breve" ed invita addirittura i citaddini alla ribellione qualora il provvedimento riuscisse in qualche modo a travalicare le palizzate preparate dall'opposizione.
Intanto, un emendamento del processo breve, è stato già approvato in aula senatoriale e prevede che "Nei giudizi davanti alla Corte dei Conti il processo si estingue se, dall'atto di citazione, sono trascorsi più di 3 anni senza che sia stato emesso il provvedimento che definisce il giudizio di primo grado. Un termine che scende a 2 anni in caso di appello" (cit. "La Repubblica").
Nonostante il relatore Giuseppe Valentino abbia più volte assicurato che, tale provvedimento "varrà solo per i processi futuri", Pd ed Idv non si fidano e si dichiarano convinti che l'intero disegno è stato pensato solo ed esclusivamente per garantire benefici giudiziari al Premier
Silvio Berlusconi.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©