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Il Presidente della Camera Boccia il ddl Gasparri

Processo Breve, Fini:"Inserire anche i reati d'immigrazione"


Processo Breve, Fini:'Inserire anche i reati d'immigrazione'
07/12/2009, 18:12

ROMA - Secondo il presidente della Camera Gianfranco Fini non ci sono dubbi: la dicitura "reati di immigrazione" che si legge all'interno del ddl sul processo breve è "inammissibile". Una dichiarazione, quella che Fini ha rilasciato al dibattito organizzato all'interno della comunità di Capodarco di Roma che, in buona sostanza, boccia la formulazione del ddl Gasparri attualmente discusso al Senato. La terza carica dello Stato non usa mezzi termini e si augura dunque che, il testo del provvedimento, venga cambiato al più presto; soprattutto perchè, tra i reati, è inclusa "La permanenza in Italia senza permesso di soggiorno, che è punita con una semplice ammenda". Per Fini sarebbe infatti più opportuno parlare di "delitti in tema di immigrazione". Il Presidente ammette che potrebbe essersi trattato di una semplice svista e, in tal caso, sara sufficiente correre ai ripari ed apportare le necessare modifiche nel più breve tempo possibile.
E se invece la manovra legislativa fosse qualcosa di voluto? Per l'ex leader di An, in tal caso, c'è solo da auspicarsi che "accada ciò che è accaduto in un altro momento" quando, cioè,  si verificò la sollevazione parlamentare a causa della legge sui medici-spia.

IL PATTO DI CAPODARNO

Lo hanno già definito il "Patto di Capodarno" l'incontro avvenuto nella comunità romana di don Vincenzo Albanese tra Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini e il presidente della commissione Antimafia Giuseppe Pisanu sui temi di accoglienza, integrazione e cittadinanza. Le tre personalità si sono confrontate sulle delicate questioni suesposte ed hanno tentato di trovare dei punti di contatto; anche per dare ascolto all'appello di don Albanese:"Il patto che vi propongo - ha detto infatti Albanese - è di abbandonare i temi legati alla piccola politica e di guardare al paese e a quanti hanno problemi e necessità. A partire dagli stranieri che si trovano nel nostro Paese e che hanno bisogno di integrarsi nel tessuto sociale della nazione".
Il Primo ad esprimersi sul tema è stato Pierferdinando Casini che ha infatti ricordato:"Dobbiamo incominciare a ragionare per unire, perchè ho paura di una politica che esaspera le paure e instilla veleni. Compito della politica è di guidare il Paese, senza sollecitare le paure di fronte all’immigrazione". Anche perchè, ha proseguito il leader dell'Udc,"non si può continuare a far pensare agli italiani che gli immigrati siano diventati il 25% della popolazione quando è accertato che sono appena il 6,5".

FRECCIATE ALLA LEGA
Tornando a Fini c'è da segnalare qualche "consiglio" donato da quest'ultimo agli alleati leghisti e, in particolare,  il  parere espresso sulla questione linguistica ricollegata alla cittadinanza italiana concessa agli stranieri. Per il presidente della Camera non ci sono dubbi visto che, la questione, "è superata, perchè uno straniero che nasce in Italia parla il dialetto, non solo l'italiano". Per tale logico motivo occorre discutere anche della riforma che coinvolge la cittadinanza data agli extracomunitari senza però cadere in rovinose e populistiche "tentazioni elettorali".

UNA BATTUTA SUL FUORIONDA
Ultimo dettaglio riguarda una battuta che, Gianfranco Fini, ha voluto concedersi durante il convegno. Dopo aver cambiato diversi microfoni malfunzionanti durante il dibattito, il Presidente ha infatti scherzato con un palese riferimento al "caso fuorionda" cha tanto subbuglio aveva generato all'interno del Pdl. "Coi microfoni, sapete, bisogna stare sempre attenti..."; ha affermato con un lieve sorriso sulle labbra la terza carica dello Stato.

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di Germano Milite
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